Su Carlos Alcaraz aleggia ancora un alone di mistero. A oltre tre mesi dall'ultima partita disputata, il rientro dello spagnolo continua a essere avvolto dall'incertezza e cresce il timore che possa saltare gran parte della stagione sul cemento. Il campione in carica degli US Open, fermo dal 14 aprile per un problema ai tendini del polso destro, ha infatti rinunciato anche al Masters 1000 del Canada, alimentando i dubbi sulle sue reali condizioni fisiche.
Le immagini diffuse negli ultimi giorni raccontano di un recupero ancora lontano dalla conclusione: Alcaraz si allena senza colpire una vera pallina, simulando i movimenti con una racchetta priva di corde per mantenere il gesto tecnico senza sollecitare l'articolazione. Un lavoro conservativo che lascia intendere come il ritorno alle competizioni non sia imminente.
Alcaraz infortunato, il ritorno slitta ancora: un rischio clamoroso
Carlos Alcaraz deve rinviare ancora il ritorno in campo. Il campione spagnolo non sarà al via del Masters 1000 di...A lanciare un ulteriore campanello d'allarme è stato Boris Becker. L'ex numero uno del mondo ha ipotizzato che il rientro possa addirittura slittare al 2027, evitando così allo spagnolo l'impatto immediato con le superfici più veloci della stagione. Una prospettiva che, se confermata, cambierebbe completamente gli equilibri del circuito.
Nel frattempo il calendario Atp prosegue senza sosta. Per le prossime due settimane il circuito farà tappa sugli ultimi tornei europei sulla terra rossa, con Bastad, Gstaad e Umago, seguiti da Kitzbuhel ed Estoril. Poi scatterà la stagione sul cemento nordamericano con Washington e Los Cabos, prima dei Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e degli US Open, al via il 30 agosto a New York. In Canada è invece atteso il ritorno di Jannik Sinner dopo Wimbledon.
Sulla terra rossa saranno protagonisti diversi specialisti. A Bastad guidano il tabellone Andrey Rublev e Luciano Darderi, a Gstaad i nomi di punta sono Alexander Bublik e Casper Ruud, mentre a Umago il numero uno del seeding è Flavio Cobolli, affiancato da Alejandro Davidovich Fokina e Matteo Arnaldi. Una parentesi sul rosso prima che il tennis mondiale cambi definitivamente superficie e guardi agli Stati Uniti.




