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Grana Padano contaminato, "gravi effetti collaterali": allarme in Italia, il prodotto da evitare

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136 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi di cui otto quelle quelle inviate dal ministero della Salute italiano. Si tratta di prodotti distribuiti nel nostro Paese e oggetto di allerta. In particolare - segnala Il Fatto Alimentare - sono tre i casi più preoccupanti: la presenza di Lisozima non dichiarata nel Grana Padano italiano, la presenza di sostanza non autorizzata (tetrametrina, che può essere irritante per mucose oculari, prime vie aeree e tratto digerente) in funghi porcini secchi dalla Bulgaria, con materia prima dalla Cina e infine la presenza di pesticidi in erba Brahmi in polvere Bio, proveniente dall’India. Nella lista ci sono anche prodotti che non implicano un intervento urgente come la farina di riso da prodotto geneticamente modificato non autorizzata e di origine sconosciuta.

 

 

Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, il nostro Paese segnala: presenza non autorizzata di ogm in riso istantaneo con salsa alle cappesante e funghi shiitake dalla Cina; migrazione di cromo da forchette in acciaio inox dalla Cina, aflatossine in pistacchi senza guscio dall’Iran; aflatossine in pistacchi in guscio dall’Iran; etichettatura insufficiente (numero di lotto mancante) per arachidi dalla Cina; mercurio in lombi di pesce spada (Xiphias gladius) scongelati e sottovuoto dalla Spagna.

 

 

In particolare la presenza di troppo lisozima nel Grana Padano, sulla base di due indagini del 2009, potrebbe avere effetti allergenici e quindi l'Unione europea potrebbe inserirlo nell'elenco dei potenziali allergeni, con la possibilità che la sua presenza debba essere indicata in etichetta se l'Ue.

 

Di seguito pubblichiamo una precisazione del direttore generale del Consorzio Tutela Grana Padano, Stefano Berni.

Non esistono confezioni Grana Padano che non riportino in etichetta la presenza del lisozima. E’ successo invece che su alcune confezioni contenenti Grana Padano erroneamente sono state apposte le etichette previste per le confezioni di Pecorino Romano. Nel Pecorino Romano non è riportata la presenza del lisozima perché nel Pecorino non c’è. Laddove ci sono le etichette di Grana Padano c’è sempre, sempre indicata la presenza del lisozima.

Sottolineiamo che NON ESISTE E NON è MAI ESISTITA IN COMMERCIO alcuna confezione riportante la scritta e il logo Grana Padano in cui sia omessa l’evidenza della presenza del lisozima da uovo.

Il Consorzio di Tutela e l’organo terzo di controllo incaricato dal Mipaaf impongono che in etichetta venga sempre riportata la presenza del lisozima da uovo.

Non esiste pertanto alcun alert verso il Consorzio di Tutela o il prodotto in quanto tale.

Il lisozima è una proteina naturalmente presente in natura nel latte di donna, nelle lacrime e nella saliva umane oltreché nell’uovo da cui è estratto tal quale per essere usato nel Grana Padano.

Al contempo il Consorzio rassicura tutti i consumatori che il Grana Padano DOP non ha alcun problema sanitario, che è sempre stato tutto correttamente indicato sulle etichette di Grana Padano.

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