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Il tofu non esiste: nemmeno Wikipedia sa spiegarti cosa sia

Latte di soia, coagulazione, supercazzole e fisse macrobiotiche: la vanagloria della toma insapore. Anche se il sommo Anthony Bourdain...
venerdì 6 marzo 2026
Il tofu non esiste: nemmeno Wikipedia sa spiegarti cosa sia

2' di lettura

Attraverso giorni di burrasca, la rubrica o presunta tale compie un anno di vita e dopo 50 e rotte emissioni, complici i mala tempora che currunt, mi trovo immerso nell’horror vacui: di che vergo? Accadde un’altra volta e parimenti ne scrissi in premessa: in quella circostanza i giorni erano altrettanto procellosi e mi soccorse una pasta alle zucchine affogate nel vino. In questo caso mi soccorre Tommi, al quale capita di impaginare la suddetta: «Che scrivo?». «Tofu!». «Mi fa schifo». «Anche a me». Dunque perfetto.

Il tofu permette di reiterare agilmente il cliché preferito da questa colonnina: il cibo come lente attraverso cui scorgere le ipocrisie dell’essere umano. Un successo planetario, ormai, quella toma insapore. Un successo planetario e neppure lo straccio di una categorizzazione precisa: cos’è il tofu? Se lo cerchi su Wikipedia non lo capisci, se lo chiedi al mio amico Grok ti dice «un alimento vegetale ottenuto dalla coagulazione del latte di soia». Ovvero il nulla. Né carne, né pesce, né verdura né grasso saturo.

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Di spettacolare c’è la mitologia delle origini, le radici che affondano nei nebulosi tempi della dinastia Han, II secolo a.C., Oriente e visioni. Punto e stop, perché oggi restano solo mattonelle e cagliata pressata, un sapore in sé inesistente e una diffusione alle nostre latitudini ormai virale grazie a vegetarianismo e macrobiotica (doppio vade retro).

Tutti pazzi per il tofu: nel 2024 il giro d’affari globale fu di 3,1 miliardi di dollari, il tasso di crescita annuo previsto fluttua tra il 3 e il 5%. Cifre inspiegabili, se non ammettendo che il tofu è come il Can-D de Le tre stimmate di Palmer Eldritch, il capolavoro di Philip K. Dick dove per sopportare la miserabile vita nelle colonie spaziali i derelitti si alienano con la capsula in questione. Esagero, ma l’equivalenza tofu-Can-D non è poi così peregrina: è tutto finto! Esempi? Gli adepti del “vegetale” lo friggono, grigliano, saltano in padella, marinano, frullano in creme e dessert. Tutto pur di dargli vita e sapore (la principale caratteristica del tofu, poiché in sé non esiste, è la capacità di assorbire aromi e spezie). Epperò come è sano il tofu: proteine complete, zero colesterolo, pochi carboidrati, grassi insaturi. Il più tapino dei mix perfetti.

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Per non risultare aprioristico chiudo con una citazione del sommo Anthony Bourdain. Odiava i vegetariani («irritazione costante per ogni chef degno di tal nome») eppure ammise che «il mio piatto preferito in assoluto, incredibilmente, è un piatto di tofu» (il Mapo Tofu, forse ne riparleremo). Chiusa perfetta per reiterare il secondo cliché preferito da questa colonna: l’imponderabilità delle esistenze (forse anche del tofu).