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Tumori, l'esame che rivela il cancro invisibile in una sola seduta

Matteo Legnani
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Niente liquido di contrasto, niente radiazioni, nessun digiuno. E la possibilità di scoprire masse tumorali anche molto piccole, tra i 3 e i 4 millimetri, in soli 35 minuti, in qualunque parte del corpo compresa tra l’encefalo e la parte alta delle gambe si trovino. Consentendo una diagnosi precoce in soggetti apparentemente sani, che salva la vita e permette in molti casi di eseguire interventi poco invasivi, rispetto a quelli spesso necessari quando l’insorgenza di un tumore si accompagna alla comparsa di sintomi.

 


L’esame, che si chiama Diffusion Full Body, viene eseguito attraverso un macchinario perla risonanza magnetica dotato di appositi software e seguendo un protocollo che è stato messo a punto dal professor Giuseppe Petralia, direttore dell’unità di Imaging di Precisione e Ricerca presso lo Ieo, l’Istituto oncologico europeo. «Il metodo sfrutta come liquido di contrasto l’acqua che c’è nel nostro corpo e le alterazioni del suo movimento nei tessuti. Quando le molecole d’acqua attraversano tessuti ipercellulari, che sono quelli costituiti da cellule tumorali maligne, il loro movimento si accelera creando una luminescenza che viene “catturata” dalla macchina» spiega Piera Esposito, presidente di Advanced Screening Center (ASC), la società con sede a Castelli Calepio nella Bergamasca dove dal gennaio 2017 si esegue questo rivoluzionario esame.

 

 

 


«Il nostro metodo presenta molti vantaggi rispetto agli screening tradizionali perché non è in alcun modo invasivo per il paziente sano che decida di sottoporvisi, è rapido e permette di “ispezionare” organi che normalmente non sono sottoposti a indagine se non in presenza di sintomi. Nel senso che – prosegue la presidente di ASC – tutte le donne si sottopongono, o dovrebbero sottoporsi, regolarmente a mammografia passati i 40 anni e lo stesso vale per gli uomini con la prostata. Ma nessuno, in assenza di sintomi, si sottopone a controlli tumorali sull’encefalo, i reni o il pancreas».
Anche i tempi di attesa per sottoporsi allo screening sono rapidi. Normalmente nella settimana o nei dieci giorni successivi alla chiamata del paziente si fissa l’esame, che ha un costo non indifferente: 1.400 euro per ottenere un referto immediato e illustrato personalmente dal professor Petralia, 1.200 euro nel caso si desideri avere l’esito, sempre comunque refertato da Petralia, e il CD con le immagini “scaturite” dall’esame nel giro di una settimana. «Ma abbiamo riservato una quota annua a persone con Isee inferiore ai 25mila euro, per le quali il costo è di soli 300 euro, abbiamo accordi con aziende che hanno inserito l’esame tra i benefit per i loro dipendenti e sono sempre di più le assicurazioni mediche private che lo stanno inserendo nelle loro coperture» spiega Piera Esposito, che precisa che «per statuto la ASC reinveste tutti gli utili, anche allo scopo di abbattere in futuro il costo dell’esame». Dal 2017 al 2022 la ASC ha eseguito circa 1.500 screening l’anno, ma il numero è destinato a crescere dopo l’arrivo di un secondo macchinario. Il paziente “tipo” ha un’età compresa tra i 45 e gli 80 anni. E al Diffusion Full Body, proprio perché assolutamente non invasivo, ci si può sottoporre anche una volta ogni dodici mesi. Sei annidi screening hanno rivelato che l’1,8 per cento della popolazione presuntamente sana ha in realtà una storia oncologica in corso. 

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