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Tumori, il farmaco intelligente che può rivoluzionare la battaglia

di Paola Natalilunedì 26 gennaio 2026
Tumori, il farmaco intelligente che può rivoluzionare la battaglia

2' di lettura

La ricerca contro il cancro fa un passo avanti sorprendente: un nuovo farmaco è in grado di riconoscere le cellule tumorali e colpirle senza danneggiare quelle sane, riducendo così gli effetti collaterali tipici della chemioterapia. Il farmaco, testato con successo su modelli animali, ha portato a una regressione completa dei tumori in casi di neuroblastoma e rabdomiosarcoma, due forme rare nei bambini, e persino nel tumore del colon, tra le neoplasie più comuni negli adulti.

Il segreto di questa terapia sta negli anticorpi‑coniugati, molecole “doppie” che uniscono la precisione di un anticorpo alla potenza di una molecola chemioterapica. In pratica, l’anticorpo individua la cellula malata, si lega a un bersaglio specifico sulla sua superficie e consegna direttamente la sostanza tossica, risparmiando le cellule sane. Questo approccio, definito “chemioterapia di precisione”, aumenta l’efficacia del trattamento e riduce gli effetti collaterali, spesso debilitanti nelle terapie tradizionali.

Nel caso dei tumori studiati dai ricercatori italiani e dal team del Children’s Hospital di Philadelphia, il bersaglio è il recettore ALK, una proteina presente in grandi quantità sulle cellule tumorali e quasi assente in quelle sane. Gli esperti hanno così potuto sviluppare un farmaco che riconosce esclusivamente le cellule che esprimono ALK e le distrugge, lasciando intatti i tessuti normali. Nei test preclinici, la regressione dei tumori si è mantenuta anche dopo la sospensione della terapia, suggerendo la possibilità di remissioni durature.

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Questa scoperta non riguarda solo tumori rari. Gli anticorpi‑coniugati rappresentano una delle frontiere più promettenti della medicina di precisione, con applicazioni già in fase avanzata in tumori del seno, del polmone e di altre forme difficili da trattare. L’obiettivo è chiaro: sviluppare cure più mirate, efficaci e tollerabili, capaci di personalizzare la terapia in base al tipo di tumore e alle caratteristiche del paziente.

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Anche se i risultati sono entusiasmanti, bisogna ricordare che siamo ancora nella fase preclinica. Il passo successivo sarà testare la sicurezza e l’efficacia del farmaco sugli esseri umani, prima di poterlo rendere disponibile ai pazienti. Tuttavia, la prospettiva è già concreta: un futuro in cui la chemioterapia diventa intelligente, attacca solo le cellule malate e migliora la qualità della vita dei pazienti.

L’ arrivo di trattamenti mirati potrebbe cambiare profondamente il panorama oncologico, offrendo terapie più sicure, precise e, soprattutto, personalizzate. Non si tratta più solo di combattere il cancro: si tratta di farlo nel modo più intelligente possibile.