Il biancospino è una delle piante medicinali più studiate e utilizzate in fitoterapia per il trattamento dei disturbi cardiovascolari funzionali. La sua importanza deriva non solo dalla lunga tradizione d’uso, ma anche dalla solida base di evidenze farmacologiche che ne confermano l’efficacia e la sicurezza.
Dal punto di vista botanico, si tratta di un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosaceae, diffuso in gran parte dell’Europa. Le parti impiegate a scopo terapeutico sono principalmente i fiori e le foglie, raccolti durante la fioritura, e in minor misura i frutti maturi. Queste droghe vegetali contengono un fitocomplesso ricco di flavonoidi e proantocianidine oligomeriche, sostanze responsabili della maggior parte delle attività biologiche attribuite alla pianta. L’azione più rilevante del biancospino si esplica a livello del sistema cardiovascolare. Gli estratti standardizzati mostrano un effetto cardiotonico lieve, in grado di migliorare la contrattilità del muscolo cardiaco senza aumentare il consumo di ossigeno da parte del miocardio. Questo aspetto è particolarmente importante, poiché consente di sostenere l’attività del cuore in modo graduale e fisiologico.sistema cardiovascolare
Parallelamente, il biancospino esercita un’azione vasodilatatrice sulle coronarie, migliorando l’irrorazione sanguigna del cuore e riducendo le resistenze periferiche. Tale effetto contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa e alla diminuzione delle palpitazioni di origine funzionale. Per questi motivi, la pianta è spesso utilizzata in soggetti che presentano tachicardia, extrasistoli benigne o una sensazione di “cuore affaticato”, soprattutto in assenza di patologie organiche gravi.
Un altro aspetto rilevante riguarda l’influenza del biancospino sul sistema nervoso autonomo. La pianta possiede infatti una moderata attività sedativa, utile nei disturbi cardiovascolari associati a stress, ansia o tensione emotiva. In questi casi, il biancospino agisce sia a livello cardiaco sia a livello neurovegetativo, contribuendo a ristabilire un equilibrio generale dell’organismo. Non a caso, viene spesso indicato quando i disturbi cardiaci peggiorano in situazioni di stress psicofisico.
Dal punto di vista dell’utilizzo, il biancospino viene assunto prevalentemente sotto forma di estratti secchi o fluidi standardizzati, che garantiscono un contenuto costante di principi attivi. L’efficacia della pianta non è immediata, ma si manifesta progressivamente nel corso di alcune settimane, caratteristica tipica dei rimedi fitoterapici a lunga durata d’azione. Proprio per questo motivo, il biancospino è particolarmente indicato nei trattamenti di mantenimento e prevenzione. Il profilo di sicurezza è generalmente elevato e la tollerabilità buona, anche in caso di uso prolungato ma può potenziare l’effetto di alcuni farmaci cardiovascolari, il suo impiego deve essere valutato dal medico nei pazienti in terapia con glicosidi cardiaci, beta-bloccanti o antipertensivi ed in caso di allergie .
In conclusione, il biancospino rappresenta un rimedio fitoterapico di grande valore, capace di agire in modo armonico sul cuore e sul sistema nervoso. Grazie alla sua azione delicata ma costante, trova indicazione soprattutto nei disturbi cardiovascolari lievi e funzionali, confermandosi una pianta di riferimento nella fitoterapia moderna.




