Libero logo

Pennichella, 15 minuti di riposo dopo pranzo per salvare il cuore

di Daniela Mastromatteimercoledì 11 febbraio 2026
Pennichella, 15 minuti di riposo dopo pranzo per salvare il cuore

4' di lettura

Non è lusso aristocratico o peccato delle anime pigre, che Dante nel Purgatorio costringe a muoversi in continuazione per contrappasso, il sonnellino pomeridiano è il segreto del viver bene, ottimo per il cuore e la mente. Lo dice la scienza, spiega The Economist, che riabilita quella che Winston Churchill chiamava la «controra», il suo intoccabile rito dopo pranzo e un whisky e soda, che gli permetteva di lavorare fino alle ore piccole.

L’ex Primo Ministro britannico sosteneva che questo «oblio benedetto» rinnovasse le sue forze vitali, permettendogli di svolgere un giorno e mezzo di lavoro in 24 ore.
Nella società che ci vuole veloci come lepri, risucchiata dal vortice dell’urgenza e dalla smania di riempire ogni secondo, la neuroscienza che legittima il sonnellino pomeridiano rischia di apparire sovversivo.

Eppure il “power nap”, quel breve riposo, compreso tra i dieci e i trenta minuti, se fatto regolarmente, riduce del 37% il rischio di mortalità per malattie cardiache, secondo uno studio dell’Harward School of Public Health. L’abitudine alla (tanto demonizzata) pennichella rallenterebbe pure il restringimento del cervello dovuto all’età, aggiungendo virtualmente annidi salute cognitiva, oltre a regalare un’immediata energia, attenzione e capacità di concentrazione.

Il farmaco che "cancella" i fusi orari: ecco come funziona

Chi viaggia spesso sa bene quanto sia frustrante il jet lag: stanchezza, difficoltà a dormire, confusione e males...

Lo sapeva bene Leonardo da Vinci che non poteva farne a meno. E lo dimostrò la Nasa nel 1994, quando scoprì che una pausa di 26 minuti migliorava drasticamente la consapevolezza fisiologica e le prestazioni dei piloti. Anni dopo, nel 2023, test clinici confermarono miglioramenti netti nel tono dell’umore, nella prontezza di riflessi e nella memoria subito dopo il risveglio. Quasi un tabù per gli uomini di potere che attribuiscono il loro successo alle notti da tre o quattro ore di sonno, ma per gli scienziati quei pochi minuti di riposo, senza sensi di colpa, durante il giorno migliorano non solo la salute, ma anche la produttività. Risulta dannoso invece dormire oltre i 30 minuti, quando nel nostro cervello si attivano processi di rigenerazione neuronali più lunghi, poiché ci si sveglia confusi e spossati.

Corriamo dalla mattina alla sera, «siamo persone private del sonno necessario, cosa che aumenta le probabilità di incidenti sul lavoro, abbassa la creatività e la concentrazione e fa salire l’irritabilità», ha dichiarato al Guardian Sara Mednick, docente del dipartimento di scienze cognitive della University of California. «Le aziende che forniranno uno spazio per riposare ridurranno i costi dovuti al tempo perso e agli errori commessi per la stanchezza». Molte grandi società in effetti si sono attrezzate. La Nike, per esempio, mette a disposizione dei dipendenti stanze in cui possono dormire o meditare. Lo stesso fanno Uber, nel suo quartier generale di San Francisco, e il gigante americano dei gelati Ben & Jerry’s. Da oltre 10 anni Google ha introdotto nei suoi uffici i nap pod: panche inclinate dotate di una capsula che copre la parte superiore del corpo. Li ha acquistati, per circa 13mila dollari l’uno, da MetroNaps, un’azienda newyorkese che ha tra i suoi clienti del calibro di Facebook, Cisco e Samsung.

Cancro, i 3 fattori-chiave che innescano la malattia

Quasi quattro casi di cancro su dieci sono prevenibili. È quanto emerge da un ampio studio internazionale pubblic...

Tra le maggiori sostenitrici del sonnellino sul lavoro troviamo Arianna Huffington, giornalista e fondatrice dell’Huffington Post. «Viste le ultime scoperte scientifiche sull’efficacia del pisolino e il chiaro legame tra l’avere dipendenti ben riposati e la loro produttività, è ora che le aziende abbraccino il sonno sul posto di lavoro», evidenziava Huffington al Guardian già alcuni anni fa. «Purtroppo esiste ancora il mito per cui dormire è sintomo di debolezza e pigrizia, quando i benefici dei pisolini sulle prestazioni erano noti a tanti leader della storia».

John Fitzgerald Kennedy, per esempio, pranzava a letto e si addormentava subito dopo. Per Bill Clinton, 15 minuti di sonno durante il giorno «fanno tutta la differenza del mondo». Aristotele diceva di trovare le idee migliori nel dormiveglia, Beethoven mentre sonnecchiava in carrozza. Salvador Dalí aveva inventato i micro-riposi: si metteva comodo, chiudeva gli occhi, ma teneva una chiave tra le dita; non appena stava per addormentarsi profondamente, la chiave cadeva e il rumore metallico lo svegliava. Albert Einstein faceva qualcosa di simile, ma con una matita. Insomma i sonnellini della durata di 10-25 minuti sono considerati i più benefici proprio perché godono di un “reset” neurale, che permette di rigenerare e riparare i neuroni sovraccarichi, riducendo lo stress e riequilibrando il sistema nervoso.

Gli italiani, devoti al lavoro soprattutto al Nord, fanno fatica a concedersi il riposino dopo pranzo, quel 29% circa che appare in uno studio risiede soprattutto al Sud, mentre il 37% confessa di regalarsi un pisolino esclusivamente durante il fine settimana. In Spagna, patria della siesta, è un’abitudine consolidata, specialmente in estate, per sfuggire al caldo intenso. Anche in Messico, Argentina e altri paesi dell’America Latina, influenzati dalla cultura ispanica, la siesta è quasi d’obbligo. E se in Grecia il riposo pomeridiano è una tradizione sacra, talvolta regolata anche da norme sociali (“ore di silenzio”), in Cina, il wushuì è molto diffuso e spesso incoraggiato, talvolta persino un diritto per i lavoratori.

In Giappone è normale addormentarsi in pubblico o in ufficio. Si chiama inemuri – letteralmente “dormire mentre si è presenti” – è uno stato di semi-coscienza in cui la persona può risvegliarsi in qualsiasi momento per tornare operativa. Non è un segno di pigrizia o disattenzione. Al contrario, è la prova che si è dato tutto. Nella terra del Sol Levante capita di imbattersi in persone addormentate in metropolitana o nel bel mezzo di una riunione. È un modo di garantire sempre la propria presenza e non sottrarsi ai propri doveri e responsabilità, ci si prende solo ogni tanto una piccola pausa che diventa un premio giustamente meritato.