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Tumore al pancreas, il nuovo farmaco: una svolta cruciale

di Paola Natalilunedì 23 febbraio 2026
Tumore al pancreas, il nuovo farmaco: una svolta cruciale

3' di lettura

Il tumore del pancreas è una delle neoplasie più aggressive e complesse da trattare. In particolare, l’adenocarcinoma del pancreas metastatico rappresenta una delle forme più complesse, perché spesso viene diagnosticato in fase avanzata, quando la malattia si è già diffusa ad altri organi. Negli ultimi anni, però, la ricerca ha compiuto un passo avanti importante.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità di olaparib, un farmaco innovativo indicato come terapia di mantenimento per alcuni pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico. Si tratta di una novità significativa, perché offre una nuova possibilità terapeutica in un ambito dove le opzioni sono ancora limitate.

Il Dott Davide Moioli chirurgo generale ci sottolinea che “ olaparib fa parte di una nuova categoria di chemioterapici intelligenti con degli specifici target molecolari, diversi dalla chemioterapia classica, perché agiscono miratamente su quelle cellule tumorali che presentano determinate caratteristiche ( mutazione BRCA e difetti di riparazione del dNA) lo scopo e determinare un accumulo di errori genetici nelle cellule tumorali provocandone la morte.  La loro efficacia e unicità è dovuta al ridotto impatto sulle altre cellule dell’organismo. Si tratta quindi di una nuova frontiera delle prospettive di cura che si fanno  sempre più sofisticate ed efficaci”.

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Olaparib è una terapia mirata, capostipite dei cosiddetti PARP inibitori. Questi farmaci agiscono bloccando un enzima (PARP) che le cellule tumorali utilizzano per riparare il proprio DNA danneggiato. Nelle persone che presentano mutazioni dei geni BRCA1 o BRCA2, questo meccanismo di riparazione è già compromesso. Inibendo ulteriormente la capacità di riparazione del DNA, il farmaco favorisce la morte delle cellule tumorali, rallentando la progressione della malattia.

Il trattamento è indicato nei pazienti con mutazione BRCA1 o BRCA2, che rappresentano circa il 7% dei casi di tumore del pancreas metastatico. Proprio in questo sottogruppo, uno studio clinico internazionale di fase 3 ha valutato l’efficacia di olaparib come terapia di mantenimento. Come riportato sul New England Journal of Medicine, alla ricerca hanno partecipato pazienti con mutazione ereditaria BRCA e malattia metastatica che non era peggiorata dopo una prima chemioterapia a base di platino. In totale sono stati esaminati oltre 3.300 pazienti, ma solo 154, in possesso dei requisiti genetici e clinici, sono stati arruolati nello studio. I partecipanti sono stati divisi in modo casuale in due gruppi: uno ha ricevuto olaparib (300 mg due volte al giorno), l’altro un placebo. Lo studio era in doppio cieco, cioè né i pazienti né i medici sapevano chi stesse assumendo il farmaco vero e chi il placebo, per garantire la massima affidabilità dei risultati.  L’obiettivo principale era valutare il tempo senza progressione della malattia. I risultati hanno mostrato un beneficio significativo: il tempo medio prima che il tumore ricominciasse a crescere è stato di 7,4 mesi con olaparib, contro 3,8 mesi con placebo. In pratica, il farmaco ha quasi raddoppiato il periodo in cui la malattia è rimasta stabile.

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Per quanto riguarda la sopravvivenza complessiva, un’analisi intermedia non ha evidenziato differenze significative tra i due gruppi (18,9 mesi con olaparib contro 18,1 mesi con placebo). Tuttavia, il dato più rilevante rimane il ritardo nella progressione della malattia, che rappresenta un obiettivo fondamentale in una patologia così aggressiva.  Importante anche l’aspetto della qualità di vita: non sono emerse differenze significative tra chi assumeva olaparib e chi il placebo. Questo significa che il beneficio nel controllo della malattia non si è accompagnato a un peggioramento rilevante del benessere generale. Gli effetti collaterali più severi sono stati più frequenti nel gruppo trattato con olaparib (40% contro 23%), ma solo una piccola percentuale di pazienti ha dovuto interrompere la terapia per eventi avversi.

L’approvazione della rimborsabilità in Italia rappresenta quindi un passaggio fondamentale. Grazie alla decisione dell’Aifa, i pazienti idonei potranno accedere al trattamento attraverso il Servizio sanitario nazionale, senza costi aggiuntivi. Non si tratta ancora di una cura definitiva per il tumore del pancreas metastatico, ma di un passo avanti concreto verso una medicina sempre più personalizzata. In una malattia così complessa e aggressiva, poter disporre di una terapia mirata che ritarda la progressione offre una nuova, importante opportunità per una parte dei pazienti