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Dormi male? Ecco la scoperta che può aiutare il cervello

di Paola Natalilunedì 14 settembre 2026
 Dormi male? Ecco la scoperta che può aiutare il cervello

3' di lettura

Una notte senza dormire può lasciare il segno? Gli occhi si fanno pesanti, la concentrazione cala e anche ricordare le cose può diventare più difficile ma quando recuperare il sonno non è possibile, potrebbe esserci un piccolo aiuto: fare attività fisica. A suggerirlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, secondo cui appena 20 minuti di esercizio fisico possono aiutare a proteggere la memoria dopo una lunga privazione di sonno. E, sorpresa, il risultato è stato simile a quello ottenuto con un sonnellino di 90 minuti. Per arrivare a questo risultato, i ricercatori hanno coinvolto giovani adulti sani e li hanno tenuti svegli per 30 ore consecutive. Dopo questo lungo periodo senza dormire, alcuni partecipanti hanno fatto 20 minuti di esercizio aerobico, altri hanno avuto la possibilità di dormire per un’ora e mezza, un terzo gruppo, invece, non ha fatto né esercizio né sonnellino. Successivamente è arrivato il test della memoria, ai partecipanti sono state mostrate delle immagini, senza dire loro che sarebbero state messe alla prova in seguito, tre giorni dopo, i ricercatori hanno verificato quante immagini ricordassero. Il risultato emerso è stato piuttosto netto: chi aveva fatto attività fisica e chi aveva dormito ricordava più immagini rispetto a chi non aveva fatto nulla. In entrambi i casi, il vantaggio è stato di circa il 22 per cento.

La parte più interessante della ricerca è però un’altra. Il sonnellino e l’esercizio sembrano aiutare il cervello in due modi diversi: il sonno permette al cervello di recuperare, dopo il sonnellino, i ricercatori hanno osservato una riduzione della stanchezza e di quella crescente necessità di dormire che si accumula quando restiamo svegli troppo a lungo. L’esercizio, invece, sembra fare qualcosa di diverso: non elimina la stanchezza, ma aiuta il cervello a utilizzare meglio le risorse che gli rimangono. Anche dopo una lunga notte senza dormire, il cervello sembra così riuscire a lavorare in modo più efficiente. È un risultato interessante perché dimostra quanto il cervello sia capace di adattarsi. Quando viene messo alla prova dalla mancanza di sonno, può utilizzare strade diverse per cercare di mantenere una funzione fondamentale come la memoria.

La memoria studiata dai ricercatori è quella che utilizziamo continuamente nella vita di tutti i giorni, è la capacità di ricordare un volto, un'immagine, un incontro, quello che abbiamo fatto il giorno prima o un'informazione appena imparata e quando siamo molto stanchi, proprio questa capacità può risentirne. La ricerca potrebbe essere particolarmente interessante per chi lavora di notte o su turni, come operatori sanitari, personale dei trasporti e lavoratori dei servizi di emergenza. In queste situazioni dormire quando serve non è sempre possibile e mantenere attenzione e memoria può essere fondamentale. C’è però una precisazione importante: 20 minuti di esercizio non sostituiscono una notte di sonno, lo studio mostra piuttosto che, quando il sonno è già mancato, un breve periodo di attività fisica può aiutare a limitare almeno alcuni degli effetti negativi della privazione di sonno.

Il messaggio, dunque, è semplice, se dopo una notte difficile abbiamo la possibilità di dormire il sonno resta la scelta migliore ma quando non è possibile, anche 20 minuti di attività fisica potrebbero dare una mano alla memoria e la cosa più sorprendente è che, in questo studio, quel breve allenamento ha ottenuto un risultato simile a quello di un sonnellino molto più lungo. Due strade diverse, insomma, per aiutare lo stesso organo: il nostro cervello.