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Il mistero dell'invecchiamento scoperto l'"allarme che accende l'infiammazione"

di Paola Natalilunedì 21 settembre 2026
Il mistero dell'invecchiamento scoperto l'"allarme che accende l'infiammazione"

4' di lettura

Invecchiare significa anche fare i conti con un’infiammazione che, con il passare degli anni, può diventare sempre più presente nell’organismo. Non è l’infiammazione che compare quando ci tagliamo o abbiamo un’infezione e che poi scompare una volta risolto il problema. È qualcosa di molto più silenzioso: una sorta di stato di allerta continuo che può rimanere attivo per molto tempo.

Gli scienziati studiano da anni questo fenomeno, chiamato “inflammaging”, perché potrebbe avere un ruolo in molti dei problemi di salute che diventano più frequenti con l’età: ora una nuova ricerca ha individuato un possibile meccanismo alla base di questo processo. Lo studio, pubblicato su Nature Aging e raccontato dalla rivista Nature, porta l’attenzione su ciò che accade all’interno delle cellule quando invecchiano, i ricercatori hanno scoperto che alcune piccole strutture formate da DNA e RNA, chiamate R-loop, possono accumularsi nelle cellule anziane e contribuire ad attivare una risposta infiammatoria. Il nome può sembrare complicato, ma il meccanismo è più facile da capire.

Le nostre cellule possiedono un sistema molto preciso per gestire il DNA, cioè il materiale che contiene le istruzioni necessarie per il loro funzionamento. Durante l’attività normale della cellula possono formarsi temporaneamente alcune strutture composte da DNA e RNA,  solitamente vengono rapidamente eliminate o controllate. Con l’invecchiamento, però, questo sistema può diventare meno efficiente e alcune di queste strutture possono accumularsi, in alcuni casi possono anche uscire dal nucleo, la parte della cellula dove viene custodito il DNA. Quando si trovano nel posto sbagliato, la cellula può interpretarle come un segnale di pericolo, è come se qualcuno avesse fatto scattare un allarme senza che ci fosse necessariamente un’infezione da combattere. La cellula reagisce mettendo in moto le proprie difese e producendo segnali che favoriscono l’infiammazione, se questo accade occasionalmente non rappresenta necessariamente un problema; il guaio può arrivare quando il fenomeno diventa continuo e accompagna per anni il processo di invecchiamento.

È proprio questo uno degli aspetti che interessano maggiormente gli scienziati, con l’età, infatti, aumentano nel nostro organismo alcune cellule che hanno smesso di funzionare e di dividersi normalmente, ma che continuano a vivere. Queste cellule possono rilasciare sostanze che influenzano quelle vicine e favoriscono uno stato infiammatorio,  la nuova ricerca suggerisce che gli R-loop possano contribuire a mantenere acceso questo processo. I ricercatori hanno anche cercato di capire come queste strutture riescano a uscire dal nucleo della cellula e hanno individuato alcune proteine coinvolte nel loro spostamento. Questo risultato potrebbe essere importante perché, almeno in teoria, intervenire su questo meccanismo potrebbe ridurre alcuni dei segnali responsabili dell’infiammazione. Gli esperimenti sono stati effettuati anche su animali anziani. Quando i ricercatori hanno bloccato una delle proteine coinvolte nel trasporto degli R-loop, hanno osservato una diminuzione di alcuni segnali infiammatori. In alcuni esperimenti sui topi sono stati osservati anche cambiamenti associati a un miglioramento di alcuni parametri legati all’invecchiamento. Sono risultati interessanti, ma non significa che sia stata scoperta una cura per l’invecchiamento o che esista già un trattamento utilizzabile sulle persone. Prima di arrivare a qualsiasi applicazione medica serviranno molti altri studi.

Una ricerca condotta sui topi, infatti, non permette di sapere automaticamente se lo stesso meccanismo funzionerà nell’uomo o se un eventuale trattamento sarà sicuro. Gli scienziati dovranno capire soprattutto quanto questo processo sia importante nel corpo umano e se sia possibile intervenire su di esso senza interferire con le normali funzioni delle cellule. La scoperta è comunque interessante perché aggiunge un nuovo elemento alla ricerca sull’invecchiamento. Da tempo gli scienziati cercano di capire perché, con il passare degli anni, il nostro organismo diventi più vulnerabile a numerose malattie,  l’infiammazione cronica è considerata uno dei fenomeni che possono contribuire a questo peggioramento, ma non esiste un’unica causa. Sono molti i processi che entrano in gioco e gli R-loop potrebbero rappresentarne uno. In futuro, comprendere meglio questo meccanismo potrebbe aiutare a trovare nuovi modi per limitare alcuni degli effetti negativi dell’invecchiamento. L’obiettivo della ricerca, infatti, non è semplicemente cercare di vivere più a lungo, ma soprattutto cercare di mantenere più a lungo una buona salute. Per arrivare a questo risultato bisogna capire cosa succede alle nostre cellule anno dopo anno e quali processi possono essere rallentati o controllati. La scoperta raccontata da Nature aggiunge un piccolo ma interessante pezzo a questo grande puzzle: con l’età, alcune strutture presenti nelle cellule possono accumularsi e inviare un falso segnale di pericolo, contribuendo a mantenere attiva l’infiammazione. Capire come evitare che questo “allarme” rimanga acceso troppo a lungo potrebbe diventare, nei prossimi anni, una nuova strada per studiare un invecchiamento più sano.