La semaglutide, il farmaco ormai noto soprattutto per la cura del diabete e dell’obesità, potrebbe avere un effetto interessante anche sull’invecchiamento, a parlarne è la rivista Nature, che ha riportato i risultati di una ricerca condotta su topi femmina già anziani. Gli animali trattati con semaglutide hanno mostrato alcuni segnali di un rallentamento dei processi legati all’invecchiamento e, soprattutto, una maggiore durata della vita rispetto agli animali non trattati ed è un risultato che ha attirato l’attenzione degli scienziati, perché la semaglutide non agisce soltanto sul peso, ma modifica anche diversi meccanismi legati al metabolismo.
Il farmaco imita l’azione di un ormone chiamato GLP-1, che aiuta a controllare la glicemia e l’appetito, perdendo peso e migliorando il metabolismo, l’organismo può trovarsi in una condizione più favorevole. Ma i ricercatori vogliono capire se la semaglutide possa avere anche un effetto più diretto sui processi dell’invecchiamento, alcuni segnali in questa direzione sono arrivati anche da studi sulle persone. Una ricerca pubblicata nel 2026 su Nature Communications ha osservato cambiamenti in alcuni indicatori legati all’età biologica nelle persone trattate con semaglutide, in pratica, gli scienziati hanno visto segnali che potrebbero indicare un rallentamento di alcuni cambiamenti cellulari legati all'età. Questo, però, non significa che il farmaco faccia vivere più a lungo gli esseri umani.
È un punto importante, perché gli studi sui topi sono solo una prima fase della ricerca e non possono essere automaticamente trasferiti alle persone. Inoltre, non è ancora chiaro se i risultati dipendano direttamente dalla semaglutide o dai suoi effetti sulla perdita di peso e sulla salute metabolica per questo gli scienziati dovranno condurre studi più grandi e soprattutto molto più lunghi. Al momento, quindi, la semaglutide non è un farmaco contro l’invecchiamento e non deve essere utilizzata con questo scopo, la sua funzione resta quella di trattare determinate condizioni, come il diabete e l’obesità. La scoperta è però interessante perché apre una nuova domanda: se migliorare il metabolismo può influenzare anche alcuni meccanismi dell’invecchiamento, farmaci come la semaglutide potrebbero aiutare in futuro a capire meglio come mantenere l’organismo in salute più a lungo. La risposta, per ora, non c’è ancora ma la ricerca è appena iniziata.




