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Obesità e cuore la scoperta del gene che protegge la salute cardiovascolare

di Paola Natalimercoledì 30 settembre 2026
Obesità e cuore la scoperta del gene che protegge la salute cardiovascolare

2' di lettura

Un gene associato all'obesità potrebbe avere anche un effetto inatteso sulla salute cardiovascolare. A raccontarlo è Nature, che ha ripreso i risultati di uno studio pubblicato su Nature Medicine dedicato al gene MC4R. MC4R è coinvolto nella regolazione dell'appetito e del peso corporeo. Alcune persone presentano varianti del gene che ne riducono il funzionamento. In questi casi è più facile sviluppare una forma di obesità importante, spesso già a partire dall'infanzia o dalla giovane età. Fin qui nulla di sorprendente. La parte più curiosa della ricerca arriva quando si osservano altri aspetti della salute.

I ricercatori hanno scoperto che le persone con alcune di queste varianti, pur avendo un indice di massa corporea elevato, presentano livelli più bassi di colesterolo LDL e di trigliceridi rispetto ad altre persone con un peso simile. Anche la pressione sanguigna tende a essere più bassa. È un risultato che può sembrare controintuitivo. In genere, infatti, l'aumento del peso è accompagnato da una serie di alterazioni metaboliche che possono aumentare il rischio cardiovascolare. Nel caso delle persone con una ridotta attività di MC4R, invece, questo legame sembra essere meno diretto. Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno analizzato persone con obesità grave e precoce e hanno confrontato i loro dati con quelli di un ampio gruppo della popolazione generale. I risultati hanno mostrato differenze interessanti proprio nel modo in cui l'organismo gestisce i grassi.

Un altro esperimento ha dato un'indicazione ancora più curiosa. Dopo un pasto ricco di grassi, nelle persone con una carenza di MC4R l'aumento dei trigliceridi nel sangue è risultato più contenuto rispetto a quello osservato nei controlli. Questo suggerisce che il gene potrebbe avere un ruolo nel metabolismo dei grassi più ampio di quanto si pensasse. La scoperta, però, va interpretata con cautela. Non significa che l'obesità sia protettiva per il cuore o che chi presenta queste varianti sia al riparo dalle malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno osservato un profilo metabolico più favorevole per alcuni parametri, ma questo non equivale a una protezione generale. Il valore dello studio sta soprattutto nell'aver messo in luce un rapporto più complesso tra peso corporeo, metabolismo e salute del cuore. Due persone con lo stesso indice di massa corporea possono avere caratteristiche biologiche molto diverse, a seconda delle cause che hanno contribuito all'aumento di peso.

Capire meglio il funzionamento di MC4R potrebbe quindi aiutare la ricerca a comprendere non solo perché alcune persone sviluppano l'obesità, ma anche perché gli effetti dell'obesità sulla salute possono essere diversi da una persona all'altra. È un altro esempio di quanto sia complicato il rapporto tra geni, peso e malattie cardiovascolari. E, come spesso accade nella ricerca, una scoperta che sembra paradossale può aprire una strada nuova per capire meglio come funziona il nostro organismo.