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Luxuria, la transessualità non può essere considerata una malattia

Vladimir Luxuria, ospite ai 'Dibattiti dell'Adnkronos', spiega le motivazioni e le intenzioni della campagna internazionale 'Io non sono malata', lanciata per chiedere all'Organizzazione mondiale della Sanità di togliere la transessualita' dalla lista delle malattie mentali

6 Novembre 2012

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Luxuria, la transessualità non può essere considerata una malattia
Vladimir Luxuria, ospite ai 'Dibattiti dell'Adnkronos', spiega le motivazioni e le intenzioni della campagna internazionale 'Io non sono malata', lanciata per chiedere all'Organizzazione mondiale della Sanità di togliere la transessualita' dalla lista delle malattie mentali

Roma, 6 nov. - (Adnkronos) - La transessualita' non e' una malattia mentale perche' c'e' coscienza nel fatto che "la nostra testa va da un'altra parte rispetto al nostro dato anagrafico". Cosi' Vladimir Luxuria, ospite ai 'Dibattiti dell'Adnkronos', spiega le motivazioni e le intenzioni della campagna internazionale 'Io non sono malata', lanciata per chiedere all'Organizzazione mondiale della Sanita' di togliere la transessualita' dalla lista delle malattie mentali.

Secondo l'artista e attivista per i diritti civili, una volta raggiunto il grado di consapevolezza di questa incongruenza "facciamo in modo di armonizzare il corpo con la nostra psiche". La malattia mentale, dunque, "ci sarebbe qualora noi reprimessimo questa nostra peculiarita'. Allora si' che ci sarebbe un disturbo mentale perche' saremmo persone insoddisfatte e irrealizzate".

Invece, "tutte noi cerchiamo di guadagnarci il nostro piccolo spazio nella vita , il nostro diritto alla felicita' essendo quello che siamo. Per questo noi chiediamo all'Oms, nella nuova revisione del manuale, di togliere la transessualita' dal manuale diagnostico e statistico delle malattie mentali che e' stato creato nel 1952".

A tutt'oggi, sottolinea Luxuria, "nella quarta versione di questo manuale, c'e' la transessualita"'. Le malattie mentali sono altre "coinvolgono le famiglie, che hanno bisogno di assistenza. Non possiamo pensare di chiedere il parcheggio per i disabili sotto casa o di essere trattate alla stessa stregua di queste persone che hanno veri problemi e che meritano tutto il nostro rispetto".

Proprio per questo, "nel 1991 quando ci fu la famosa legge, la 381, che obbligava le cooperative sociali a far rientrare nel 30% di assunzioni le categorie svantaggiate, come ex alcolisti o persone affette da disturbi psichiatrici, noi non abbiamo chiesto di far parte di quel 30% pur con il grave problema di inserimento lavorativo delle persone trans che spesso hanno problemi di discriminazioni gia' al momento del colloquio di lavoro".

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Commenti all'articolo

  • Il_Presidente

    25 Gennaio 2013 - 13:01

    ma la sua arroganza e antipatia lo sono di certo.

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  • minimo

    23 Gennaio 2013 - 19:07

    L'omosessualità non è una malattia, ma almeno si può affermare che è un cambiamento alla destinazione d'uso?

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