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Sostenibilita

Con il km 0 e meno sprechi gli ortaggi hanno una settimana in più di vita

Secondo una analisi della Coldiretti

Tornano sulle tavole degli italiani i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia

16 Novembre 2012

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Con il km 0 e meno sprechi gli ortaggi hanno una settimana in più di vita
Tornano sulle tavole degli italiani i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia

Roma, 16 nov. - (Adnkronos) - A favorire la riduzione dello spreco è anche la diffusione della vendita dei prodotti a chilometri zero che passando direttamente dal produttore al consumatore si mantengono più freschi e causano minori scarti. Secondo una analisi della Coldiretti, infatti, gli ortaggi freschi a chilometri zero venduti nei mercati degli agricoltori durano fino ad una settimana in più rispetto a quelli importati. Nel 2012 si è verificato un boom del chilometro zero con la moltiplicazione dei punti di vendita diretta della rete di campagna amica della quale fanno parte 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 1.105 mercati, 178 botteghe ai quali si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani, per un totale di quasi settemila punti vendita

Per combattere gli sprechi sulle tavole degli italiani tornano anche i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Ricette che, sottolinea la Coldiretti, non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato come la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

Ma anche la congiuntura economica negativa ha fatto la sua parte: due italiani su tre (65%) hanno ridotto o annullato lo spreco di cibo per effetto della crisi. E' quanto emerge da una analisi Coldiretti/Swg dalla quale si evidenzia che tra coloro che hanno ridotto lo spreco il 67% lo ha fatto facendo la spesa in modo più oculato, il 59% utilizzando quello che avanza per il pasto successivo, il 40% riducendo le dosi acquistate e il 38% guardando con più attenzione alla data di scadenza. Si tratta forse dell'unico elemento positivo della crisi in un Paese come l'Italia dove a causa degli sprechi dal campo alla tavola viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate.

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