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Sostenibilita

Agricoltura, 6 proposte per un migliore regolamento europeo sul biologico

Aiab ha iniziato un percorso di consultazione nelle regioni, coinvolgendo i diversi portatori d'interesse, per raccogliere idee che arricchiranno l'iter di discussione

Semplificazione burocratica, gestione sicura delle importazioni, apertura a forme di certificazione diversa che diano garanzia ma si adeguino alle piccole aziende, nessuna tolleranza verso gli Ogm, definizione di requisiti ambientali ed energetici, inclusione di nuovi ambiti quali la ristorazione collettiva

23 Novembre 2012

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Agricoltura, 6 proposte per un migliore regolamento europeo sul biologico
Semplificazione burocratica, gestione sicura delle importazioni, apertura a forme di certificazione diversa che diano garanzia ma si adeguino alle piccole aziende, nessuna tolleranza verso gli Ogm, definizione di requisiti ambientali ed energetici, inclusione di nuovi ambiti quali la ristorazione collettiva

Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - Semplificazione burocratica, gestione sicura delle importazioni, apertura a forme di certificazione diversa che diano garanzia ma si adeguino alle piccole aziende, nessuna tolleranza verso gli Ogm, definizione di requisiti ambientali ed energetici, inclusione di nuovi ambiti quali la ristorazione collettiva. Questi i temi cardine proposti oggi in occasione della tavola rotonda 'L'agricoltura biologica che vogliamo nel 2020', organizzata da Aiab, per la revisione del regolamento europeo 834/07, che definisce regole e modalità di certificazione del biologico.

Il primo regolamento europeo che ha permesso al settore del biologico di affermarsi è stato emanato nel 1991, integrato ed emendato numerose volte è stato poi completamente rivisto nel 2007 con l'emanazione del Reg. 834/07. Attualmente è iniziato un importante processo di revisione dell'intero impianto regolamentare relativo all'agricoltura biologica che porterà all'entrata in vigore nel 2016 di un nuovo regolamento.

In tale contesto Aiab ha iniziato un percorso di consultazione nelle regioni, coinvolgendo i diversi portatori d'interesse, per raccogliere idee e proposte che arricchiranno l'iter di discussione con l'obiettivo di formulare una proposta concreta di revisione inclusiva di tutte le istanze del biologico italiano. Tale proposta verrà portata alle istituzioni nazionali e comunitarie e condivisa con i colleghi degli altri Stati Europei.

Tra gli argomenti prioritari identificati per il processo di revisione sono stati identificati alcuni punti da trasformare in proposte a breve e a lungo periodo. La prima riguarda una riforma nella certificazione e nel sistema di controllo per garantire, insieme alla sicurezza, anche il facile accesso ai produttori interessati al metodo biologico. Serve poi un sistema di importazione trasparente che non permetta la creazione di pericolose falle.

Infine, occorre una maggiore tutela della biodiversità. Attenzione all'efficienza energetica, all'uso di energie rinnovabili ed alla tutela delle risorse primarie.Mantenere il biologico libero da Ogm, confermando l'impossibilità della coesistenza. Includere nuovi campi di applicazione come ad esempio la ristorazione collettiva.

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