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Freddo in arrivo, le città italiane tendono la mano alle persone senza fissa dimora

Da nord a sud la catena di solidarietà dei comuni

11 Gennaio 2013

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Freddo in arrivo, le città italiane tendono la mano alle persone senza fissa dimora
Da nord a sud la catena di solidarietà dei comuni

Roma, 11 gen. - (Adnkronos) - Le temperature insolitamente miti della prima parte dell'inverno hanno le ore contate. Nel fine settimana e nell'ultima decade di gennaio, avvertono i metereologi, arriverà il grande freddo e a preoccupare di più sono, naturalmente, le persone senza fissa dimora. Previsioni alla mano, le città italiane si attrezzano per non lasciare al freddo i senzatetto, con progetti potenziati e ampliati dal Nord al Sud della Penisola.

A Torino, il piano contro il freddo è già operativo da novembre e prevede un potenziamento dei servizi di accoglienza notturna e diurna riservati alle persone in difficoltà. Sul fronte dei senzatetto, il piano predisposto dal Comune, insieme a Caritas diocesana del capoluogo piemontese, associazioni di volontariato, parrocchie e cooperative sociali, aggiunge ai servizi previsti tutto l'anno, il ricovero costituito dai container attrezzati del Parco della Pellerina capaci di garantire fino a 170 posti letto, diversi posti supplementari in alcune parrocchie e case di accoglienza. Inoltre, da dicembre è aperto un nuovo Centro diurno per l'accoglienza di persone senza dimora, gestito dalla Caritas Diocesana di Torino in collaborazione con il Sermig.

Se dovessero verificarsi condizioni eccezionali di maltempo (con neve, ghiaccio e temperature abbondantemente sotto lo zero) che possono aggravare i rischi per la salute delle persone che vivono in strada, è previsto il potenziamento della Boa Urbana Mobile (il servizio itinerante notturno di "soccorso" ai senza dimora) e l'allestimento temporaneo di ulteriori servizi di accoglienza diurna (spazio in cui è possibile offrire un piatto caldo) e di accoglienza notturna di bassa soglia, collocati in zone strategiche e facilmente accessibili della città. In questo senso, come l'anno scorso, Grandi Stazioni ha dato la disponibilità in caso di necessità a concedere uno spazio temporaneo di accoglienza all'interno della stazione di Porta Nuova.

Genova quest'anno ha già collaudato in dicembre il piano antifreddo e antineve. Per le persone senza fissa dimora, quando la Protezione Civile emette un allarme di emergenza freddo, scatta un piano che mette a disposizione circa duecento posti letto ricavati da strutture pubbliche, scuole, palestre e altri edifici. Se la neve è un evento raro a Genova e nelle altre località della costa, cade invece di frequente e in abbondanza nell'entroterra.

A Roma è attivo dal 3 dicembre il piano freddo disposto dal Comune: 12 strutture dislocate nei municipi della Capitale mettono a disposizione per i senza fissa dimora ogni notte, per 4 mesi, 640 posti che, aggiunti ai 700 del circuito ordinario di accoglienza, ovvero di quelle strutture aperte tutto l'anno, garantiscono un totale di 1340 posti. Il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, per far fronte all'emergenza freddo ha prorogato fino al 31 gennaio la disponibilità ad accogliere i senza tetto mettendo a disposizione 70 posti letto presso i locali provinciali a Bari.

I locali sono attrezzati e riscaldati, si sviluppano su una superficie di 600 mq con 12 stanze e 7 toilette e sono stati aperti per la prima sferzata di freddo già dalle prime settimane di dicembre. La Provincia di Bari ha deciso di accogliere la richiesta di aiuto giunta dall'associazione di volontariato "In.Con.Tra", per proseguire l'assistenza in favore dei senza tetto. L'obiettivo - fa sapere l'Ente provinciale - è quello di salvaguardare la vita dei tanti bisognosi che tentano di sfuggire alla morsa del freddo riparandosi per la notte all'interno dei vagoni dei treni fermi, nei giardini di Piazza Umberto o sotto i bussolotti dei bancomat.

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