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Ue, gli artifici contabili di Londra nel piano di riduzione della Co2

domenica 19 maggio 2013
Ue, gli artifici contabili di Londra nel piano di riduzione della Co2

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Bruxelles, 13 mag. (Adnkronos) - Con un 'trucco contabile', secondo la Commissione europea, la Gran Bretagna avrebbe cercato di ottenere una diluizione dell'1,5% nei target di risparmio energetico fissato dalle direttive Ue per il 2014-2020. Londra avrebbe infatti incluso, per incrementare i target di risparmi raggiunti, anche dati che si riferivano a periodi precedenti a quelli indicati, come riferimento per i conteggi, dalla Commissione. In realta' piu' che di un 'trucco contabile', si tratta di una lacuna nel regolamento che ha consentito una interpretazione piu' ampia di una nota della Commissione dove veniva concessa una "deroga" con una limitata "portata temporale" e comunque non eccedente un tetto del 25%. Secondo l'associazione Amici della Terra, intervenuta attraverso il suo portavoce Brook Riley, "e' una buona notizia che si sia denunciato questo tentativo di aggiramento della norma perche' da' un segnale di crebilita' a tutta la politica di risparmio energetico della Unione Europea"; al tempo stesso, continua il portavoce "e' di cattivo auspicio che il Governo Cameron, che si definisce come 'l'esecutivo piu' verde che la Gran Bretagna abbia mai avuto', cerchi di annacquare una direttiva che mira a ridurre la bolletta energetica mentre sta tagliando le importazioni di combustibili fossili e delle emissioni di Co2". Nel novembre scorso la Germania la Finlandia e l'Austria avevano inviato una lettera congiunta alla Commissione europea nella quale denunciavano quello che secondo loro era 'un trucco contabile' della Gran Bretagna e che aveva consentito al Paese d'oltre Manica di iscriversi nel piano per il raggiungimento dell'efficienza energetica, avendo quindi accesso alle relative incentivazioni previste dall'Unione. Londra si era difesa sostenendo che dal suo punto di vista era legittimo inserire i risparmi ottenuti grazie alla legge sulla Carbon Emission Reduction Target, a regime nel periodo 2010-2013 in quanto non tutti gli Stati dell'Unione avevano attuato analoghi programmi. C'e' da aggiungere pero' che programmi di riduzione simili sono stati attuati anche da Francia, Italia e Danimarca senza pero' che questi Paesi pretendessero che i risultati raggiunti fossero inclusi nel quadro di riduzioni accettate dall'Unione. Secondo alcune associazioni ambientaliste inglesi, il Governo aveva fortemente pubblicizzato i dati di risparmio delle emissioni per "coprire il sostanziale fallimento del Green Deal, che ora dovra' essere molto piu' ambizioso se il regno Unito vorra' rispettare i parametri imposti dall'Unione".