Libero logo

Umanesimo verde e green economy 3.0, la scienza per le città del futuro

Terzo European Annual Meeting organizzato da Istud e Commissione europea
domenica 19 maggio 2013
Umanesimo verde e green economy 3.0, la scienza per le città del futuro

2' di lettura

Milano, 16 mag. (Ign) - Un incontro tra esperti e imprenditori per fare il punto sullo stato della green economy in Italia. E’ quello che si è tenuto ieri a Milano in occasione del III European Annual Meeting organizzato dal Green Management Programme della Fondazione Istud e dalla Rappresentanza a Milano della Commissione europea con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel corso del workshop si è discusso di edilizia sostenibile, di case di paglia, di riutilizzo dei rifiuti, di risparmio alimentare, di smart cities, della nuova vita delle rinnovabili e della burocrazia da tagliare. Quest’ultima, in particolare, si è rivelata un vero e proprio ostacolo per gli investimenti delle imprese, quasi tutte bloccate dai costi ancora troppo alti e dalle difficoltà legislative. “Dall’Irex Annual Report 2013 – ha detto l’amministratore delegato di Althesys Alessandro Marangoni –è emerso che a fronte di un aumento degli investimenti all’estero nella green economy, in Italia c’è stato un tale aumento di costi che le imprese sono state costrette a tagliare buona parte degli investimenti”. Si è parlato di acqua, di come riconvertire i canali di distribuzione e di quali materiali utilizzare per trattarla in chiave green. “I sistemi esistenti – ha affermato Davide Panciera, responsabile energie rinnovabili e tecnologie protezione infrastrutture di 3M Italia – costituiscono un problema che non si vede ma c’è. Le condutture attualmente in uso hanno almeno sessant’anni, sono costruite con materiali vecchi e risentono di manutenzione in molti casi carente e inadeguata, con conseguenti perdite o occlusioni che disperdono la pressione e la qualità dell’acqua che tutti noi utilizziamo per gli usi domestici e alimentari. Sostituirle con attrezzature di nuova generazione – ha aggiunto – significherebbe risparmiare sulle bollette e guadagnare in salute”. Anche l’acqua imbottigliata meriterebbe una rivoluzione green, secondo il presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna Alberto Bertone. “Da circa dieci anni – ha detto – la nostra società investe sulla produzione di bio-bottle realizzate con zuccheri vegetali che ne permettono lo smaltimento tra i rifiuti organici. Bisognerebbe però – ha puntualizzato – che tutte le imprese si unissero nella stessa direzione, ma sia la grande distribuzione che la burocrazia non ci aiutano affatto a portare avanti il progetto”. Sul palco, tra gli altri, si sono alternati anche Enzo Calabrese di Siemens, Barbara Frei di Abb Italia, il vice direttore di Legambiente Andrea Poggio, il presidente di Roncucci&Partners Group Giovanni Roncucci, Claudio Moscardini di Sorgenia, Massimo Buccilli di Velux Italia, Fabio Cova, architetto specializzato in edilizia sostenibile, Dario Giordano del Gruppo Mossi & Ghisolfi e Roberto Cavallo, presidente di Cooperica.