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Con gli impianti di energia rinnovabile in siti non idonei perdite fino a 45 miliardi

La stima è contenuta nello studio Siemens, realizzato in collaborazione con l'Università di Monaco
domenica 19 maggio 2013
Con gli impianti di energia rinnovabile in siti non idonei perdite fino a 45 miliardi

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Roma, 16 mag. - (Adnkronos) - Se gli impianti di energia rinnovabile europei fossero costruiti nei siti che offrono i più alti rendimenti, si potrebbero risparmiare, entro il 2030, 45 miliardi di euro in investimenti, e in tutto il mondo vengono sprecati ogni anno diversi miliardi di euro a causa di inefficienze nei sistemi energetici. La stima è contenuta nello studio Siemens, realizzato in collaborazione con l'Università di Monaco, che ha esaminato i sistemi di energia di tutto il mondo con l'obiettivo di verificare il tasso di utilizzo delle risorse, l'affidabilità dell'approvvigionamento, la sostenibilità e l'efficienza economica. "In Europa, i soli impianti fotovoltaici che verranno installati entro il 2030 contano circa 138 gigawatt totali di energia. Se questi impianti venissero eretti in luoghi molto soleggiati, si potrebbero risparmiare 39 gigawatt ad impianto, con la stessa resa di potenza. La scelta del sito produttivo è fondamentale per l'efficienza e l'economia dell'energia eolica", osserva Michael Suß, membro del Corporate Executive Committee di Siemens, in occasione del primo Congresso Europeo dell'Energia a Bruxelles. I sistemi di energia di tutto il mondo variano a causa delle condizioni climatiche. La Norvegia, per esempio, conta quasi esclusivamente sull'energia idroelettrica, ma molto poco di quella prodotta viene esportata, nonostante l'elevata richiesta da parte di molti Paesi europei. Gran Bretagna e la Germania hanno optato per l'utilizzo su vasta scala delle fonti energetiche rinnovabili. Il Regno Unito intende espandere la propria capacità di energia eolica offshore per soddisfare un quarto del suo fabbisogno energetico entro il 2020, mentre in Germania è prevista una crescita della quota di energia eolica del 15% entro il 2030 e vuole generare l'80% di energia da fonti rinnovabili entro il 2050. Le condizioni climatiche variabili causano però ampie fluttuazioni nella produzione di energia e richiedono la necessità di accordi internazionali sugli accumuli di energia su larga scala. Gli Stati Uniti stanno vivendo un boom senza precedenti del gas naturale, grazie all'elevato sfruttamento di depositi non convenzionali che rendono il gas naturale locale fino a due terzi più conveniente che in Europa, e sono sulla buona strada per diventare uno dei più grandi esportatori di combustibili fossili. In Asia, invece, a causa dell'elevata domanda di energia, in continua crescita, e a causa della forte dipendenza della regione dalle importazioni, il gas naturale è attualmente di circa cinque volte più costoso rispetto agli Stati Uniti. Tra gli obiettivi dello studio c'è proprio quello di identificare e quantificare le perdite per poi arrivare a proporre delle soluzioni. Per questo Siemens ha messo in luce quattro leve principali per l'ottimizzazione dei sistemi energetici in tutto il mondo, che possono essere più o meno efficaci a seconda delle caratteristiche regionali delle reti elettriche e della centrale elettrica stessa: prima fra tutte, l'ottimizzazione locale degli impianti di fonti rinnovabili con ricerca dei migliori siti per impianti solari, di stoccaggio di energia idroelettrica e per le stazioni eoliche. E poi, miglioramento dell'efficienza del sistema elettrico (l'efficienza media delle centrali elettriche a carbone in Europa raggiunge il 38%, mentre gli impianti più moderni possono raggiungere il 46%); miglioramenti nelle centrali di energia mista (il passaggio dal carbone al gas nelle centrali elettriche comporterebbe un potenziale risparmio annuo di 365 milioni di tonnellate di Co2 in Europa, equivalente alla metà di tutte le emissioni della Germania); maggiore utilizzo dell'energia elettrica per i fabbisogni energetici.Siemens presenterà le sue conclusioni al "World Energy Congress" che si terrà a Daegu, nella Corea del Sud, a ottobre.