Roma, 21 mag. - (Adnkronos) - Fermati stamattina 12 attivisti di Greenpeace mentre manifestavano di fronte al ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente spagnolo a Madrid a favore della pesca sostenibile. Non ci sono italiani. Lo fa sapere l'associazione aggiungendo che gli attivisti, in stato di fermo, saranno ascoltati in serata. La manifestazione rientrava nell'ambito del tour europeo di Greenpeace “Sostieni la pesca sostenibile". Oggi, alla fine della tappa spagnola, gli attivisti hanno portato il messaggio dei pescatori artigianali direttamente al ministero dell’Agricoltura e dell’Ambiente, consegnandolo a bordo di una vera imbarcazione usata per la piccola pesca, lunga sette metri, posizionata davanti all’ingresso del dicastero. Alcuni attivisti si erano incatenati al rimorchio che trasportava la barca, mentre altri hanno aperto lo striscione con l’invito al ministro a “non affondare la piccola pesca”. Ma la protesta dell'associazione ambientalista non si ferma a Madrid. In contemporanea la nave di Greenpeace “Beluga” ha collocato 7 massi (dai 500 chili alla tonnellata) in mare vicino Kolobrzeg, in Polonia, per fermare l’attività di pesca a strascico illegale. In quest’area a meno di 3 miglia marine dalla costa è proibita la pesca a strascico: il mar Baltico, inoltre, ha lo status di area marina particolarmente sensibile come le Galapagos, in Ecuador, o la Grande Barriera Corallina, in Australia.(segue) Greenpeace vuole in questo modo impedire ulteriori attività illegali e sollevare l’attenzione sul danno che la pesca distruttiva sta facendo non solo all’ambiente ma anche ai pescatori che pescano in modo responsabile rispettando le regole. “Purtroppo anche nel tour italiano abbiamo avuto notizia di situazioni simili al largo della nostra costa", sostiene Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia. "Nella stessa isola di Favignana - aggiunge - sappiamo di attività illegali di pesca a strascico che, distruggendo i fondali e rigettando in mare tanto pesce di scarto, stanno condannando le risorse e i pescatori artigianali locali. È ora di fermare chi pesca in modo illegale e distruttivo, con stretti controlli, sanzioni e regole che penalizzino chi non pesca in modo legale e sostenibile” ”Chiediamo ai ministri della pesca europea di impegnarsi per realizzare una nuova politica comune della pesca che garantisca da un lato il recupero degli stock e fermi la pesca eccessiva e dall’altro tuteli tutti quei pescatori che pescano in modo sostenibile. I Paesi mediterranei dalla Spagna all’Italia devono impegnarsi per garantire un futuro ai loro pescatori”, conclude Monti.




