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Italiani i più preoccupati d'Europa per i cambiamenti climatici

A tracciare il quadro è un'indagine Axa - Ipsos
domenica 26 maggio 2013
Italiani i più preoccupati d'Europa per i cambiamenti climatici

2' di lettura

Roma, 24 mag. - (Adnkronos) - Quasi 9 italiani su 10 (89%) sono convinti che il clima sia cambiato negli ultimi 20 anni e sono i più preoccupati dalle conseguenze del cambiamento climatico (92%, livello più alto fra i paesi europei). A tracciare il quadro è un'indagine Axa - Ipsos che fotografa in chiave comparativa la percezione individuale dei rischi climatici in Italia. Un tema non più procrastinabile, quello dei rischi legati al cambiamento climatico, in un Paese che dal 1944 ad oggi ha speso ben 245 miliardi di euro (3,5 miliardi all'anno) per riparare i danni derivanti da catastrofi naturali, pari allo 0,2% del Pil. In particolare, dalla ricerca emerge che le donne sono più consapevoli degli uomini (92% contro l'87% degli uomini). Campioni della consapevolezza del climate change e delle sue conseguenze, a livello globale, i giovani (l'87% delle persone dai 18 ai 24 contro una media del 75%). Inoltre più di 8 italiani su 10 sono convinti che il cambiamento climatico sia principalmente il risultato delle attività umane. Questa evidenza risulta superiore alla media dei paesi economicamente maturi (Europa, Giappone e Usa, 78%) e più vicino ai Paesi emergenti (Hong Kong, Indonesia, Turchia e Messico, 91%). I più scettici sono comunque gli statunitensi, il 42% dei quali ritiene che i cambiamenti climatici siano da imputare a fattori naturali. Una parte significativa della popolazione italiana è convinta che le conseguenze del cambiamento climatico abbiano già colpito le proprie vite: il 42% che abbiano toccato il proprio benessere personale (contro una media globale del 30%), il 40% la propria salute (contro una media globale del 21%) e il 37% la dieta (21% la media globale). Questi elementi indirettamente sono la testimonianza di una significativa preoccupazione degli italiani nei confronti del climate change (92% contro 86% delle media globale) per se stessi e per le proprie famiglie: i fattori che generano ansia sono il costante aumento delle temperature medie (88%), la siccità (87%) e i cambiamenti nei livelli di precipitazioni responsabili di inondazioni (86%). Gli italiani, in misura maggiore rispetto alla totalità degli intervistati, ritengono che la responsabilità del cambiamento climatico sia collettiva: i paesi sviluppati sono considerati particolarmente responsabili (93% contro 91%), così come le compagnie energetiche (94% contro 91%) e le aziende manifatturiere (95% contro 88%). Gli italiani risultano comunque ottimisti circa la possibilità di trovare soluzioni innovative per ridurre l'impatto del cambiamento climatico (il 93% contro l'88% della media globale). Fra queste la priorità dovrebbe essere data alla produzione di energia pulita per combattere le emissioni di gas serra (il 64% la menziona fra le due cose che dovrebbero essere fatte per prime, una percentuale decisamente più alta della media globale pari al 53%). Il crescente livello di preoccupazione sul cambiamento climatico è un segnale chiave per gli assicuratori. Gli Italiani ritengono che le compagnie assicurative abbiano un ruolo nel ridurre i rischi correlati al cambiamento climatico (65% contro il 61% della media globale) e possano anche aiutare le persone ad adattarsi alle sue possibili conseguenze.