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Ogni anno in Italia con il cibo si sprecano oltre 1.000 mln di metri cubi di acqua

E’ quanto emerge dal rapporto Wwf “Quanta natura sprechiamo”
domenica 13 ottobre 2013
Ogni anno in Italia con il cibo si sprecano oltre 1.000 mln di metri cubi di acqua

3' di lettura

Roma, 11 ott. - (Adnkronos) - Ogni anno i consumatori spendono in media 316 euro in alimenti che poi vengono buttati via senza essere consumati, mentre il sistema produttivo perde, lungo la filiera, fino al 50% di cibo e risorse prima ancora che queste arrivino in tavola. Non solo: per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua; 24,5 milioni di tonnellate di Co2 e il 36% dell’azoto da fertilizzanti utilizzati. E’ quanto emerge dal rapporto Wwf “Quanta natura sprechiamo” presentata oggi in occasione dell'appuntamento “Ridurre lo spreco alimentare: una ricetta per salvare il pianeta” organizzato in vista della Giornata Mondiale dell'Alimentazioen del 16 ottobre. Secondo il rapporto del Wwf, realizzato con la collaborazione scientifica della Seconda Università di Napoli, nel 2012 abbiamo sprecato in Italia fino a 1.226 milioni di metri cubi d’acqua utilizzata per produrre cibo che è stato gettato senza essere consumato (il 46% per lo spreco di carne, il 29% per cereali e derivati, il 22% di frutta, verdura e tuberi e il 3% per latte e derivati), un valore comparabile all’acqua consumata ogni anno da 19 milioni di italiani (e al fabbisogno domestico annuo di 27 milioni di nigeriani): di questi, 706 milioni di mc sono in capo ai consumatori, mentre 520 milioni di metri cubi si sono persi lungo la filiera prima ancora di arrivare nelle case. Sul fronte delle emissioni, sono 24,5 milioni le tonnellate equivalenti di Co2 immesse inutilmente in atmosfera per produrre beni alimentari sprecati, pari a circa il 20% delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti: di queste 14,3 milioni di tonnellate di Co2 associate al cibo sprecato dai consumatori e 10,2 milioni di tonnellate associate alle perdite lungo la filiera alimentare. Infine, abbiamo sprecato circa 228.900 tonnellate di azoto reattivo contenuto nei fertilizzanti (143.100 tonnellate sprecate dai consumatori, 85.800 tonnellate lungo la filiera), vale a dire che il 36% dell’azoto immesso nell’ambiente, con gravissimi impatti sulla qualità delle acque e sulle specie che popolano gli ecosistemi idrici, poteva essere evitato. Il 'peso ambientale' di quello che sprechiamo dipende sia da quanto sprechiamo, sia da cosa sprechiamo perché ogni alimento ha una propria impronta ambientale che dipende dalla sua filiera di produzione: lo spreco di 1 kg di carne 'costa' all’ambiente 10 volte la quantità di gas serra e di azoto reattivo richiesti da 1 kg di pasta. Lo spreco di 1 kg di manzo utilizza invano 594 litri di acqua blu a fronte dei 15 litri per lo stesso quantitativo di pasta. Quindi, anche se i cereali rappresentano il 35% della massa di cibo tipicamente sprecato, mentre la carne, alimento più caro e pregiato, ne rappresenta il 12%, i loro impatti ambientali sono comunque elevati. “Per arrivare sulle nostre tavole, il cibo di cui ogni giorno ci nutriamo richiede moltissime risorse naturali e per questo può avere impatti importanti sui sistemi ecologici del pianeta. Quando il cibo viene sprecato, anche il suo 'costo' ambientale viene sprecato, e l’ambiente viene quindi inquinato, sfruttato o alterato invano – spiega Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del Wwf Italia – La riduzione degli sprechi deve diventare una priorità, anche attraverso un migliore bilanciamento tra la produzione e la domanda. In molti casi sono sufficienti semplici azioni da parte di singoli cittadini, produttori, rivenditori, ristoratori e imprese". L'appuntamento di oggi, organizzato in vista della Giornata Mondiale dell’Alimentazione del 16 ottobre, sotto l’egida e con la partecipazione della campagna globale Think.Eat.Save di Unep-Fao, di cui il Wwf è partner, è anche la prima tappa della roadmap Wwf verso Expo 2015, di cui il l'associazione del panda è “Civil Society Participant” con una serie di iniziative dedicate ai temi dell’alimentazione sostenibile. E per rimanere in tema di spreco, il Wwf ha lanciato nuove iniziative con il programma "One Planet Food" insieme a importanti imprese del settore che nei prossimi mesi coinvolgeranno milioni di italiani in comportamenti virtuosi e replicabili.