Roma, 13 dic. - (Adnkronos) - Nella città di Roma è in funzione la centrale geotermica per uso abitativo più grande d'Europa. Completamente interrara (così dall'esterno è invisibile e non si sente alcun rumore), da due anni fornisce riscaldamento e raffrescamento a 266 appartamenti ma si prevede che arriverà ad alimentarne circa 950 per un totale di 3.000 abitanti. Numeri che non hanno eguali in Italia e in Europa, dal momento che fino a oggi le centrali geotermiche hanno servito solo piccoli complessi residenziali. Si compone di 190 geosonde che raggiungono i 150 metri di profondità senza interferire con la falda acquifera e il funzionamento del sistema si basa sullo scambio termico di un fluido a temperatura esterna (acqua) con la temperatura costante del terreno che, come noto, è più fresco in estate e più caldo d'inverno rispetto all'esterno. "La centrale produce tutta l'energia necessaria alla climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria e per l'energia elettrica - spiega all'Adnkronos Sergio Giuseppini, ingegnere e progettista dell'impianto - utilizza sistema di geotermia a ciclo chiuso, quindi senza richiedere acqua diretta o fluidi di altro tipo, senza emettere inquinanti e integrando un altro sistema 'rinnovabile', un cogeneratore che usa olio vegetale derivato dalla Jatropha curcas, pianta infestante che nasce in terreni desertici e predesertici, quindi in aree non coltivabili e così non toglie lavoro all'agricoltura ma crea occupazione". L'olio viene utilizzato dai motori dei due cogeneratori che producono, attraverso un alternatore, energia elettrica; il raffreddamento di tutto questo sistema produce energia termica. "Produciamo circa 800 kw elettrici rinnovabili e 900 kw termici per riscaldamento di acqua calda e integrazione del riscaldamento degli ambienti. La centrale geotermica, insieme al gruppo di cogenerazione a biomassa, ha consentito di raggiungere un quantitativo energetico prodotto da fonte rinnovabile pari a 7.040 MWh/anno.




