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Pochi ma efficaci i mezzi di Tpl a Roma, piste ciclabili e parcheggi 'grandi assenti'

E' quanto emerge dal rapporto realizzato dall'Istituto Eures Ricerche Economiche e Sociali
domenica 21 aprile 2013
Pochi ma efficaci i mezzi di Tpl a Roma, piste ciclabili e parcheggi 'grandi assenti'

5' di lettura

Roma, 18 apr. - (Adnkronos) - Il confronto tra le città metropolitane (comuni capoluogo) conferma anche a livello nazionale la debolezza del trasporto pubblico di Roma: l'indice relativo all'offerta di Tpl su gomma (autobus) risulta infatti pari a 174 km ogni 100 Km² di superficie comunale a fronte di 546 a Torino, di 505 a Firenze e di 355 a Napoli (Istat 2010); la disponibilità di autobus per 10 mila abitanti (pari a 9,5) colloca inoltre la Capitale al penultimo posto tra le aree metropolitane (dove eccelle Firenze con 14,1 vetture ogni 10 mila abitanti e chiude la classifica Bari con 7,3), così come avviene per la frequenza delle fermate di bus, tram e filobus per Km²: 6,7 a Roma, contro le 29 di Torino, le 26 di Bari e le oltre 20 di Firenze, Napoli e Milano. E' quanto emerge dal rapporto 'La mobilità a Roma, tra esperienza e utopia', realizzato dall'Istituto Eures Ricerche Economiche e Sociali. E' invece il capoluogo lombardo a vantare il primato per la Metropolitana, con 27,6 Km ogni 100 Km² di superficie cittadina, seguita da Napoli (14,8) e Torino (7,4), mentre soltanto Genova presenta un valore inferiore a quello di Roma (2,3 km/100 km² rispetto ai 3,2 km della Capitale). Nonostante le carenze segnalate, Roma nel 2011 registra il terzo valore più alto di passeggeri annui trasportati dai mezzi di trasporto pubblico per abitante (528), preceduta da Milano (699) e Venezia (673), mentre ad occupare l'ultimo posto è ancora una volta Bari (61), preceduta da Torino (217) e Napoli (227). Cattive notizie per la Capitale anche sul fronte della "mobilità sostenibile": i principali indicatori al riguardo collocano infatti Roma ancora agli ultimi posti tra le città metropolitane. La disponibilità di aree pedonali (14,4 m² per 100 abitanti, a fronte di 31,9 in media in Italia) risulta infatti superiore soltanto a quella di Genova (5,1 m² per 100 abitanti), a fronte del valore più elevato a Venezia (487 m²); molto limitata, al tempo stesso, l'offerta di piste ciclabili, con 9,6 Km per 100 Km² di superficie comunale, contro i 15,5 Km della media italiana ed i 134,4 della virtuosa Torino. Ridotta, infine, anche la presenza di zone a traffico limitato (Ztl), pari a 0,6 km² per 100 km² di superficie comunale, a fronte dei 4,9 km² di Milano e dei 3,1 di Genova, Firenze e Napoli, evidenziando una generale difficoltà degli Amministratori di Roma nel concepire una mobilità meno condizionata dal trasporto privato. Nonostante l'insufficiente offerta di piste ciclabili, la Capitale registra il primato di utenti di bike sharing tra le 9 aree metropolitane (16.800 nel 2011), seguita da Torino (14.400) e Milano (13.000), ottenendo un buon risultato anche in termini relativi, con 61 utenti ogni 10.000 abitanti, preceduta soltanto dai 159 di Torino e dai 97 di Milano. Ancora del tutto inadeguato risulta invece il servizio di car sharing, che vede Roma quinta per numero di utenti (2.174) tra le sette città metropolitane in cui è presente il servizio; ai primi posti Milano (4.443) e Venezia (3.564), seguite da Torino (2.600) e Genova (2.307). Significativi anche i costi sociali della "mobilità insostenibile": con oltre 18 mila incidenti stradali, 24,2 mila feriti e 186 decessi nel 2011, Roma ottiene un altro primato negativo tra le aree metropolitane, precedendo Milano (11,6 mila incidenti, con 15,6 mila feriti e 53 decessi) e, con numeri decisamente inferiori, Genova (4,6 mila incidenti, 5,8 mila feriti e 21 decessi). La Capitale registra inoltre un incremento dei decessi (+2,2%) in controtendenza rispetto alla dinamica italiana (-5,6%) e una flessione dei sinistri (- 1,4% tra il 2010 e il 2011) e dei feriti (-1,2%) inferiore alla media (rispettivamente - 2,7% e -3,5% in Italia). La Capitale presenta inoltre tra i pedoni il numero più alto di vittime (44 morti, pari a 1 ogni 8 giorni) e di feriti (2.206 nel 2011), registrando tuttavia in termini relativi risultati migliori, lasciando la maglia nera a Firenze (con 13,2 pedoni morti e feriti ogni 10 mila abitanti), seguita da Milano (13), Genova (11,5), Bologna (9,2), Roma (8,6), Bari (8,5), Torino (6,7), Napoli (4,1) e Venezia (3,7). Piste ciclabili e parcheggi sono i "grandi assenti" a Roma. Il giudizio del campione sull'adeguatezza dei servizi e delle infrastrutture per la mobilità a Roma risulta complessivamente molto negativo: all'interno di tale quadro il giudizio più severo riguarda la dotazione di parcheggi pubblici (inadeguata per l'89% del campione) e quella di piste ciclabili (inadeguata per il 79,8%); le valutazioni del campione non mutano nel giudicare l'offerta del trasporto pubblico urbano su gomma (bocciato dal 70,5%) ed extraurbano (bocciato dal 68,3%), nè la presenza di aree pedonali (inadeguata per il 67,1% dei romani, a fronte del 32,9% di opposta opinione). Leggermente meno negativo il giudizio sulla dotazione di linee metropolitane (inadeguata per il 60,5% dei cittadini) e di strade a scorrimento veloce (inadeguate per il 61,5%), mentre soltanto l'offerta del servizio taxi è considerata adeguata da un'esigua maggioranza del campione (50,8% a fronte del 49,2% di opposta opinione). In media ogni cittadino (o city user) romano, dichiara di spostarsi a piedi per Roma per 30 minuti al giorno; tale valore non sembra peraltro presentare particolari variazioni per fascia di età, risultando compreso tra i 33 minuti dichiarati dagli over 59 ed i 27 della fascia 30-44 anni (la più legata all'uso dell'automobile). A fronte dell'elevata e generale propensione dei romani a passeggiare per la città, la scarsa qualità delle infrastrutture per la viabilità pedonale costituisce un vero e proprio incubo: l'81,1% del campione giudica infatti inadeguata la pulizia dei marciapiedi; il 77,8% rileva la presenza di barriere architettoniche; il 76,1% critica la manutenzione dei marciapiedi e il 55,9% la qualità degli attraversamenti ai semafori pedonali. A fronte delle carenze sopra segnalate, gli intervistati concentrerebbero gli investimenti nel trasporto pubblico su ferro (29% delle citazioni), nei parcheggi pubblici (20,8%) e nel trasporto su gomma (20,6%). Non a caso, tra gli investimenti realizzati negli ultimi 15 anni a Roma in materia di mobilità, il più apprezzato risulta proprio la costruzione della nuova linea metropolitana B1 (43,4% delle citazioni, che salgono al 59% tra i giovani). Seguono l'ampliamento del Grande Raccordo anulare (30,1%, che sale al 43,6% tra i 45-59enni), la costruzione dei sottopassi (il 9,7%) e il potenziamento delle corsie preferenziali (3,7%). Se il tema della mobilità è collocato dai romani tra le priorità di governo della città (dopo l'occupazione e la sicurezza), sono molto forti le attese di interventi diversificati e strutturali che possano modificarne la fisionomia, adeguandola ai più elevati standard delle Capitali europee: l'88,9% dei cittadini sarebbe infatti favorevole ("del tutto" o "abbastanza") a creare corsie preferenziali per le biciclette; l'87,5% a pedonalizzare l'area del Colosseo/Fori Romani e l'86,5% a realizzare una rete metropolitana di superficie (indicazione condivisa da 90,7% degli utenti del trasporto pubblico). Analoga la percentuale dei favorevoli ad attivare servizi di trasporto fluviale (l'83,9%) ed a liberalizzare le licenze dei taxi (75,7%). Prevalgono, seppur con minori adesioni, anche i favorevoli a consentire ai motoveicoli il libero accesso alle corsie preferenziali (57%), mentre più bilanciato è il numero dei favorevoli all'ipotesi di consentire l'ingresso a pagamento nel centro storico delle auto private, condivisa dal 52,3% del campione a fronte del 47,7% di opinione contraria.