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Il retroscena

Elezioni europee, Di Maio pugile suonato. Caos M5s, dietrofront nella notte: dopo il tracollo succede di tutto

27 Maggio 2019

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Elezioni europee, Di Maio pugile suonato. Caos M5s, dietrofront nella notte: dopo il tracollo succede di tutto

Un pugile suonato. Il Movimento 5 Stelle esce dalle elezioni europee ridimensionato e disorientato. I dati ufficiali dello spoglio non sono ancora cominciati, exit poll e proiezioni sono ancora superiori al dato reale (sotto intorno al 18%) ma la comunicazione grillina è già nel caos. Nei giorni scorsi era stato annunciato (con tanto di richiesta di accrediti) che il leader Luigi Di Maio avrebbe commentato i dati dalla Camera. Poi, in serata, mentre il ministro dell'Interno Matteo Salvini, forte del 34% della Lega, interveniva via telefono in tutte le trasmissioni tv, di fronte all'attesa dei cronisti a Montecitorio, lo staff di comunicazione ha annunciato l'arrivo di un esponente di governo.


Dopo qualche minuto è invece arrivata una "velina", con lo "sfogo" di Di Maio coi suoi uomini che rendeva in qualche modo la delusione e la tensione dentro i 5 Stelle. Nessuno però si presenta in carne e ossa davanti ai giornalisti. Intorno alle 2 di notte, la definitiva retromarcia: "Non viene nessuno, andate a casa". Di Maio parlerà solo lunedì alle 14.30, a margine del tavolo sulla Mercatone Uno. Salvini invece tornerà a parlare in mattinata. E solo alla fine, a dati acquisiti e in serata, interverrà il premier Giuseppe Conte. L'unico che non appartiene ufficialmente a nessun partito, l'uomo che rischia più di tutti il posto.

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