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X Factor, Anastasio accusato di simpatie per fascismo e nazismo. Come umilia i sinistri

Giulio Bucchi
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Prendete Marco Anastasio, vincitore dell'ultima edizione di X Factor: lo stato di salute della sinistra italiana si misura anche dal modo vergognoso in cui organi di stampa molto vicini a quel mondo, da Repubblica a Vice, hanno trattato il rapper 21enne di Sorrento. Subito prima della finale di giovedì sera iniziano a girare in rete notizie di una presunta vicinanza di Anastasio a Donald Trump, Matteo Salvini e CasaPound e solo per il fatto di aver messo un "like" su Facebook alle rispettive pagine viene tacciato di simpatie per il fascismo e addirittura per il nazismo.  In conferenza stampa, gli chiedono proprio di questo fatto. Una sorta di processo alle idee politiche che fa molto anni 70, anche se quei tempi in fondo non sono mai passati veramente: "Sono un libero pensatore, non credo che siano opinioni additabili come fascismo. I like li ho messi perché sono articoli che ho letto, mi piace tenermi informato". La difesa è surreale, ma solo per il tenore delle accuse: "Ho messo un like a Trump? È il presidente degli Stati Uniti, mi sembra interessante sapere cosa pensa. Nelle scorse elezioni ho visto un afflato della destra e mi sono interessato. Ma se vuole saperlo ho votato scheda bianca". A quel punto l'inviato di Repubblica si gioca l'asso, ricordandogli che in una delle sue canzoni l'adolescente protagonista ripete più volte la frase "nel cesso ho disegnato un'altra svastica". Sillogismo perfetto: Anastasio scrive di svastiche dunque è un nostalgico del Fuhrer: "Parlo di un adolescente che fa ragazzate, non è una cosa mia, parlo di me ma come di tanti altri adolescenti casinisti. Quel testo parla della goliardata di un adolescente che disegna una svastica e non sa cosa sta facendo, non lo fa perché è nazista. Ma scusi, le svastiche nei cessi delle scuole le fanno i nazisti? Quello è un brano che parla del proibito, cui è stata data una interpretazione sbagliata".

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