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Sanremo, Claudio Baglioni attacca Matteo Salvini: "Farsa sull'immigrazione"

Davide Locano
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La politica irrompe al Festival di Sanremo ancora prima che inizi. Già, perché sul caso di Sea Watch e Sea Eye, le due imbarcazioni al centro dell'accordo raggiunto tra Malta e i Paesi Ue che ha terremotato i rapporti tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte, è intervenuto a gamba tesa Claudio Baglioni, proprio nel corso della presentazione della kermesse dell'Ariston. Parole alle quali, si suppone, Matteo Salvini troverà voglia di replicare. "Siamo un po' alla farsa. Non si può risolvere il problema di milioni di persone in movimento bloccando lo sbarco di 15 persone. O dicendo: due li prendi tu e cinque io", ha attaccato. E ancora: "Credo che le misure che sono state messe in campo dal governo non siano all'altezza. Non lo sono state neanche quelle precedenti ma ora il problema è più grande. Tutti guardano con sospetto il diverso da sé. Siamo vicini all'anniversario della caduta del Muro di Berlino e noi invece ne stiamo alzando altri. Anzi non li abbiamo mai abbattuti. Io sono stato sempre contrario ai viaggi clandestini perché provocano morti. Ma il problema non si può risolvere chiudendoci". Leggi anche: Michelle Hunziker, la Rai in pressing sulla conduttrice Ma non è finita. Il direttore artistico di Sanremo, riferendosi all'emergenza-immigrazione, continua: "Credo che le misure di questo governo ma anche di quelli precedenti non siano all'altezza della situazione. Ma ora la grana è grossa". Baglioni aggiunge che "la classe politica, quella dirigente e l'opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Il Paese è incattivito e rancoroso. Le misure messe in atto da questo governo e dai precedenti non sono assolutamente all'altezza della situazione". Nessun nome, ma i riferimenti fatti da Baglioni sono chiarissimi. Dura anche la chiosa: "Le vicende di oggi se non fossero drammatiche sarebbero da ridere. Non si può pensare di risolvere questo problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa. Lo dobbiamo dire. Non credo che un dirigente politico di oggi abbia la capacità di risolvere" la questione, "ma ci vorrebbe il coraggio di dire 'signori siamo tutti in questa situazione".

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