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Salvo Sottile torna con Prima dell'alba su Raitre: "La mia notte tra i mafiosi"

Cristina Agostini
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Il popolo della notte sbarca in prima serata. Dopo la puntata speciale trasmessa lo scorso settembre, il 17 giugno Prima dell'alba, il programma on the road ideato (insieme a Simona Ercolani) e condotto da Salvo Sottile, torna alla collocazione più prestigiosa, andando in onda per 6 puntate il lunedì alle 21.20 su Rai3. Nuovo orario, nuova formula? «Saremo nel solco dell'esperienza felice della seconda stagione, ma con tante novità, a parte l'orario: io sarò nella Rampa, un edificio abbandonato nel quartiere Prenestino a Roma, una struttura circolare a gironi che discenderò nel corso di ogni puntata. Starò fuori solo nei reportage a inizio e fine puntata: prima andavo io dalla notte, ora è la notte che viene da me. Avrò una serie di inviati che mi aiuteranno a raccontare il mondo notturno, ma anche tanti ospiti che commenteranno i fatti di attualità e le storie di ogni puntata». Leggi anche: Il palinsesto sovranista dei sogni Rivoluzione d'autunno, chi andrà in Rai. Manca solo Giletti (ma...) I contenuti saranno simili a quelli della seconda serata? «Sì, ma il respiro sarà più ampio. Avendo più tempo a disposizione rispetto ai consueti 40 minuti, i temi saranno trattati in maniera più approfondita, anche con una parte grafica. Ad esempio, parlando della mafia pugliese, ci saranno i numeri del contesto: qual è il reddito pro capite degli abitanti di Foggia, quanti morti ammazzati ci sono stati negli ultimi cinque anni e via dicendo». Ci anticipa qualcuno di questi temi? «Uno sarà appunto la mafia foggiana, che finora ha sempre negato se stessa ed è stata negata, avremo anche la testimonianza di un collaboratore di giustizia. Poi parleremo della legittima difesa, del bisogno di sicurezza ma anche di chi ha perso una persona cara per colpa delle armi. Torneremo a parlare di Genova, a un anno di distanza dal crollo del ponte, perché lì di notte lavorano ingegneri e operai che hanno impellenza di ricostruire. E poi parleremo del fascismo, di questa voglia nera che si muove soprattutto di notte, anche se alle elezioni i dati sono stati risibili. Ma tutto senza giudicare». C'è una storia, tra le tante, che l'ha colpita particolarmente? «Tante. Ce n' è una bellissima, quella di "Tor più Bella", il comitato di donne coraggiosissime che in un quartiere disagiato di Roma hanno ripulito i palazzi dove vivono cacciando gli spacciatori che sostavano sui loro pianerottoli. Ci torneremo perché ha innescato emulazioni in altre città, come Milano e Torino». Il prime time sarà la collocazione definitiva del programma? «No, in autunno torneremo in seconda serata, con una nuova edizione al via a ottobre, mentre in estate saremo in prima». È impegnato di notte ma anche di giorno, con Mi manda Rai3. «Esatto, prima e dopo l'alba. Mi manda Rai3 è servizio pubblico, è un programma utile. Andremo avanti fino al 27 giugno, per un totale di 205 puntate in diretta. Quest' anno abbiamo sperimentato una forma più moderna, occupandoci anche di temi che riguardano le cose di tutti i giorni, come internet e i telefonini, e siamo cresciuti dell'1% di share, che in quella fascia oraria è tantissimo. Segno che la gente ha bisogno di sapere, di orientarsi nella giungla dei consumi». Ma quand'è che dorme? «Praticamente mai, anche perché la mattina, tra le registrazioni di un programma e la diretta dell'altro, ho scritto per Rai Libri "Notte fonda", un romanzo che uscirà lunedì prossimo: prende spunto da quanto raccontato a Prima dell'alba, è una storia di fantasia dove io sono il protagonista inconsapevole, che viene portato in giro da due ragazzi durante la notte. In questo percorso vengono sviluppati temi come la violenza sulle donne o la ludopatia». di Donatella Aragozzini

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