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Grande Fratello, a Mediaset lo consideravano "contro la morale". L'ex dirigente: lo salvò Daria Bignardi

Giulio Bucchi
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Il format del Grande Fratello compie 20 anni (prima volta in tv in Olanda, 16 settembre 1999) ma pochi sanno che in Italia sarebbe potuto non arrivare mai. Perlomeno, non su Mediaset o non con quella portata storica. A rivelarlo, sul Corriere della Sera, un'intervista di Leonardo Pasquinelli, che all'epoca era a capo dell'intrattenimento a Cologno Monzese e che oggi è ad di EndemolShine Italy, la società di produzione dietro il GF e la maggior parte dei reality in onda.   Leggi anche: "Voleva fare politica con mio marito". La Palombelli smaschera Rocco Casalino "Ci fu una grande discussione - ricorda il manager -, in azienda c'era chi sosteneva che fosse un programma ai confini della moralità e spingeva per trasmetterlo in seconda serata su Italia 1. La scelta di Daria Bignardi fu essenziale per mitigare l'impatto critico in un Paese cattolico come il nostro". La giornalista, garbata e di sinistra, era per usare l'espressione di Renato Franco del Corsera il volto giusto "per unire alto e basso, per dare un manto borghese e rispettabile a uno show popolare e 'indecente'".

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