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Antonio Ricci su Crozza: "Non ha le capacità di quel 'delinquente' di Grillo"

Antonio Ricci

Il patron di "Striscia", tra il ricordo di Drive In e della sua televisione, spara contro i qualunquisti italiani. Poi il confronto tra Maurizio e Beppe...

Eleonora Tesconi
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Il patron di Striscia La notizia, Antonio Ricci, si confessa ad Affari Italiani. E tra il racconto nostalgico di una delle sue creature più geniali, il Drive in simbolo degli anni '80, e il successo di pubblico del tg satirico in onda tutte le sere su Canale 5, c'è spazio per parlare di volti noti della scena politica, e comica, italiana. Proprio Ricci, durante una conferenza stampa, ha citato una gag legata al "qualunquismo".  L'aberrante qualunquismo - Il papà di Striscia ha lavorato con Beppe Grillo, prima ancora che il comico si trasformasse in politico, e non ha mancato di citare il rottamatore Matteo Renzi, che certo non passa inosservato. "Oggi, ma anche ieri... qualunque personaggio che si butta in politica e che deve basare sul carisma il suo successo, non può fare a meno dell'aberrante qualunquismo. Per cui se vogliono i voti devono andare verso l'aberrante qualunquismo. E questo fa paura, avete già visto i risultati. Si stanno vedendo...".  Su Grillo - E dal virus del qualunquismo non è esente il leader pentastellato: "Spero che Grillo si sfili al più presto. Il successo di Grillo sarà un successo quando non farà più parte del Movimento Cinque Stelle e si defilerà, perché comunque tutti i partiti carismatici hanno sempre avuto una gestione e una fine non buona. Da Stalin a Franco, o Lenin... al Gabibbo. C'è questa maniera di impupazzarsi. Di imbalsamarsi. Che è inquietante".  Gli eredi - Una figura comica, quella di Beppe Grillo, che secondo Antonio Ricci manca alla televisione italiana, e per cui è difficile trovare un sostituto adeguato: "Lui è un personaggio molto particolare con una sua forza e una sua capacità di spiazzare e di far ridere non comune. I migliori comici degli ultimi trent'anni sono comunque Grillo e Benigni". E Maurizio Crozza, con il suo siparietto satirico a Ballarò, a detta del patron, ha una marcia in meno. E' bravo, ma ha un peccato di fondo: "Non è un ragazzo di strada, non è un cabarettista. Non ha fatto spettacolo nelle bocciofile, non è andato nelle discoteche a farsi insultare. Non è andato per strada a pigliarsi gli sputi". Insomma, non ha fatto niente di quello che avrebbe fatto il leader pentastellato. "Non ha le capacità di questi 'delinquenti' di cui parlavo prima".

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