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Biagio Antonacci, la drammatica infanzia: "Come ero ridotto". Non arrivava alla fine del mese

di Maria Pezzidomenica 15 luglio 2018
1' di lettura

Biagio Antonacci parla della sua triste infanzia. Reduce dal successo del suo ultimo album, Dediche e manie, e del relativo tour, è stato intervistato da Vanity Fair. Figlio di Paolo Antonacci, di origini pugliesi e deceduto nel 2014, ha vissuto ai limiti della povertà ed essere stato etichettato come "terrone" è stato motivo di voglia di rivalsa. "Papà era povero, arrivò da emigrante a Milano e dormiva nei palazzi in costruzione. La parola povertà la conosco perché siamo stati spesso sul suo ciglio. Ci chiamavano terroni e questa cosa ci ha scatenato dentro un senso di rivalsa. Sono cresciuto nel 'Bronx', tra scorribande e risse". Per approfondire leggi anche: Alda D'Eusanio racconta il coma