Milano, 21 gen. - (Adnkronos) - Al gravoso risultato accusato nel 2012 (-7,8%), per l'industria italiana della filatura (in questa accezione comprensiva della produzione di filati lanieri, cotonieri e linieri) fa seguito nel 2013 un rallentamento del ritmo di caduta, stimato, secondo le elaborazioni preliminari effettuate da SMI, nella misura del -2,1% su base annua. Il fatturato di comparto dovrebbe, pertanto, passare a 3,05 miliardi di euro circa. Secondo i dati di Sistema Moda Italia, la dinamica settoriale negativa, ma in decelerazione rispetto alle performance del 2012, accomuna sia la filatura laniera (con una variazione attesa migliore rispetto alla media di comparto), sia la filatura cotoniera; al contrario, quella liniera, che nel 2012 aveva confermato l'evoluzione positiva, vede archiviare nel 2013 una flessione non marginale, stimata nell'intorno del -10%. Anche il valore della produzione italiana (variabile questa che si propone di stimare il valore della sola produzione italiana al netto della commercializzazione dei filati importati), dovrebbe evidenziare un ridimensionamento del calo, segnando un -2,8%. Sul fronte italiano, il consumo apparente, che nel 2012 aveva ceduto oltre il 14%, conterrebbe il calo al -2,9%. Con riferimento al mercato estero, invece, nel 2013 l'export settoriale dovrebbe frenare, secondo le previsioni, al -1,8%. Complessivamente, pertanto, il fatturato estero settoriale dovrebbe restare al di sopra dei 900 milioni di euro. Parallelamente l'import, dopo il crollo accusato nel 2012 (-20,3%), è stimato in flessione del -2%, corrispondente a poco più di 830 milioni di euro. Fatta eccezione per il filato di lino (che sperimenta un deterioramento), del resto tutte le merceologie in esame assistono ad un rallentamento del ritmo di decremento, con il filato di lana cardato già tornato positivo. (segue)




