Milano, 20 giu. (Adnkronos) - Il probema del controllo sull'impatto ambientale dei processi produttivi localizzati in Paesi al di fuori dell'Unione Europea, che "sottostanno a legislazioni meno severe" non e' piu' "affrontabile solo dai singoli" marchi. Lo sostiene Mario Boselli, presidente della Camera nazionale della Moda, sollecitando "un'azione coordinata dell'Unione Europea, su pressione delle competenti Autorita' del Governo italiano". L'obiettivo, per il presidente e' quello "di indurre gli organismi sovranazionali ad accelerare l'armonizzazione delle legislazioni dei singoli Stati membri con standard piu' avanzati, a tutela della salute dei consumatori e, piu' in generale, dell'ambiente". L'invito arriva nell'ambito del tavolo di lavoro permanente dedicato al tema della sostenibilita' organizzato dalla Camera nazionale della Moda italiana. Al tavolo partecipano tutti grandi marchi aderenti al Manifesto della sostenibilita', gia' presentato al pubblico lo scorso luglio. "Nel mondo - sostiene Boselli - va crescendo una sempre piu' diffusa sensibilita' in relazione alle tematiche eco-tossicologiche, alla tutela dell'ambiente, alla sicurezza dei prodotti e alla tutela della salute delle persone". Il tavolo, riferisce la Camera della moda, e' gia' arrivato ad alcune conclusione, per quanto riguarda la sicurezza per la salute dei prodotti commercializzati dagli aderenti al Manifesto. A questo si accompagna "il massimo impegno per assicurare il rispetto delle avanzate normative europee Reach nel controllo delle diverse fasi di produzione gestite direttamente, sia per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, sia per gli scarichi nell'ambiente". Piu' complesso, appunto, risulta invece il controllo sull'impatto ambientale dei processi produttivi localizzati in Paesi al di fuori dell'Unione Europea, che "sottostanno a legislazioni meno severe".




