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Tiberio Timperi e il coronavirus: "Non ho paura di quello, ma di violenza e rabbia. La gente è disperata"

Francesco Fredella
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Non si è mai fermato. Anche in pieno lockdown è andato in onda. Tiberio Timperi, uno dei punti di riferimento della Rai, racconta a Nuovo i mesi di emergenza Covid-19. "Non ho paura del virus, ma della cattiveria. La gente è disperata, molti hanno perso il lavoro e non hanno neanche più i soldi per andare a comprare da mangiare ai propri figli. Questo genera sicuramente violenza e rabbia, sentimenti  estremamente pericolosi e incontrollabili”, racconta il giornalista che è stato sempre più presente sui social.

 

 



"In un periodo così difficile, con tutti i morti che ci sono stati, non me la sento di parlare di ascolti. Per me è importante fare bene il mio mestiere e tenere compagnia alla gente”, continua nell’intervista al settimanale Nuovo di Riccardo Signoretti. E se Tiberio si mettesse al timone di Unomattina dal lunedì al venerdì? "Non lo so, per ora penso ad andare avanti col programma fino alla fine di giugno", risponde il giornalista dagli occhi di ghiaccio.

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