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Marni fa sfilare la bassa moda: vestiti non finiti e gente comune in passerella

Daniela Mastromattei
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Senza alcun dubbio, la grande protagonista di queste sfilate (milanesi) è la mascherina, tanto che alcuni stilisti l'hanno regalata durante le presentazioni delle loro collezioni dedicate alla prossima primavera estate. E se ne vedono davvero di tutti i colori e fantasie, pure abbinate all'abito. La più chic resta quella nera con piccoli logo o con dei minuscoli punti luce. Amata e odiata è diventata, a sua insaputa, il simbolo per eccellenza di serietà. Che nulla ha a che vedere con chi la indossa lasciando il naso fuori, scesa sul collo o arrotolata al braccio. O chi l'appende a un orecchio o la ripiega nel taschino come una pochette. La mascherina non è un tema superato, è di estrema attualità soprattutto ora che è tornata obbligatoria all'aperto in alcune regioni italiane. Certo un discorso a parte andrebbe fatto su quella chirurgica, la più diffusa. È suffciente? Chissà se non sia stata proprio lei a salvarci dalla seconda pesante ondata che sta investendo quasi tutta l'Europa. In fondo le persone serie sembrano essere più di quelle superficiali e negazioniste. Certo, i senza cervello che dicono «non rispetto le precauzioni perché non ho paura» ci sono, purtroppo. Sono quelli dalle scelte egoistiche e dai comportamenti irresponsabili che così facendo danneggiano soprattutto gli altri. La pandemia ha stravolto le nostre vite, anche se c'è chi imbecille era e imbecille è rimasto e procede alla cieca peggio di prima. Le sfilate di questi giorni invece mostrano grande riflessione da parte degli stilisti che in molti casi hanno spostato il tiro. Donatella Versace racconta: «Ho voluto creare qualcosa di dirompente, in sintonia con ciò che è cambiato dentro di noi», tra rovine di templi, colonne rovesciate ed effigi della Medusa per abiti sgargianti con creature fantastiche e guizzi sexy. Marni riparte dalla strada, dalla gente comune con le loro vite piene di imprevisti. Persone che hanno ricevuto i capi ancora imbastiti per poter aggiungere la loro interpretazione al risultato finale. Il processo parte prima, dallo scambio di idee e pensieri, trasformati in parole sugli abiti. Questa collezione disegnata da Francesco Risso si focalizza sul pinzare, scarabocchiare, tagliare o sforbiciare che sia un cappotto o un costume da bagno per trasformarlo in una canotta. La bellezza qui celebra il "non finito" che diventa parte del processo quotidiano: la vita. Philipp Plein ha già lo sguardo rivolto verso il futuro, immaginandolo felice e roseo. «Usciremo presto da questo periodo, perché il genere umano è capace di affrontare e superare, come in passato, momenti di grande difficoltà. Questa condizione attuale ha unito i popoli e, quando c'è unità, nulla può fermarci». Parola di stilista. Per la primavera estate Plein ha deciso di portarci in un viaggio in barca (un'anticipazione della prossima estate), dove un gruppo di amiche forti e indipendenti arrivano in elicottero. Sportive ma eleganti, casual in modo innovativo con i completi in denim o in sofisticato jersey; c'è la stampa animalier colorata per i lunghi abiti di seta, mentre i costumi da bagno sono abbinati a ricchi accessori, per un look dal forte impatto. C'è la bellezza ipnotica di Romy Schneider, ma anche le parole indelebili di Walt Whitman a scandire il ritmo e raccontare l'anima attraverso il corpo della collezione firmata Sportmax.

Una sensualità elettrica, ipnotica, dalle silhouette surreali che creano una femminilità solare e al tempo stesso enigmatica tra trasparenze e spacchi. È una femminilità dovuta alle linee fluide e alla cura dei dettagli quella di Sara Cavazza Facchini, direttore creativo di Genny, che ha presentato una collezione ispirata alle bellezze d'Italia e a una «voglia ritrovata di dialogare con la natura, perché in essa c'è il senso vita». Un viaggio attraverso forme, colori e stampe che raccontano il Belpaese, la sua arte e la sua storicità. E un tocco musicale: sono note e violini quelli che staampati sugli abiti chiccissimi. È un lusso che punta sull'artigianato quello di Anteprima per donne moderne, capi progettati per durare, stagione dopo stagione; senza età e senza confini. È un minimalismo dalle silhouette morbide e dai dettagli ricercati. Martino Midali pronto a riaprire il punto vendita di Roma in via delle Carrozze, che sarà inaugurato a ottobre prossimo in occasione della Festa del cinema di Roma, con una serata che ospiterà l'attrice e volto del marchio Stefania Sandrelli, ha presentato durante la fashion week a Milano una piccola collezione pensata durante il lockdown: Twelve months.

Che vuole offrire alla donna la possibilità di avere in guardaroba capi essenziali e confortevoli, che soddisfino tutte le esigenze e i mutati stili di vita. Pezzi importanti e molto chic interscambiabili da indossare da mattina a sera: sono già in vendita in boutique. Capi preziosi che non passano mai di moda, destinati a durare nel tempo, sono quelli della collezione di Luisa Spagnoli: un tripudio di abitini e completi dalle stampe bouquet e fantasie vivaio, perfetti per tea party contemporanei. Uno più bello dell'altro. Un'interpretazione della natura che espande i suoi confini fino alla regione del Kashmir e alla fantasia Paisley, con i suoi motivi vegetali a goccia originari dell'antica Persia, mentre lunghi abiti d'impalpabile chiffon dalla scollatura scultorea si tingono di tutte le sfumature del fucsia e del turchese. 

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