La sua piccola colpa? Essere bella, bionda, non schierata politicamente contro questo o contro quello, non far parte dell’intellighenzia di Hollywood (la stessa che prese una batosta ai tempi della rielezione di Trump) e, soprattutto, avere successo. Lei è Sydney Bernice Sweeney, 28 anni, attrice di enorme consenso per le serie tv The White Lotus e, soprattutto, Euphoria oltre a ruoli tutt’altro che secondari in film quali C’era una volta... Hollywood di Quentin Tarantino, Reality o Tutti tranne te. La bella e formosa Sydney è sempre di più sulla cresta dell’onda in questi primi gelidi giorni del 2026 grazie a Una di famiglia. Trattasi di un thriller basato sul romanzo del 2022 di Freida McFadden e, uscito in Italia solo a Capodanno, in cinque giorni salito al sesto posto del box office dietro Buen camino, Avatar fuoco e cenere, Spongebob, Norimberga e Zootropolis 2, dopo aver spopolato nelle sale americane e di tutto il mondo dove ha incassato 133 milioni di dollari a fronte di un budget iniziale di 35. Un obiettivo raggiunto in sole due settimane visto che oltreoceano il film, prodotto da Lionsgate, è stato distribuito già il 19 dicembre. E le previsioni sono ancora migliori: sfondare il tetto dei 200 milioni di dollari in tutto il mondo.
INTIMISTI Il cast, diretto da Paul Feig, già regista di Corpi da reato, Le amiche della sposa e Io sono David, è completato da Amanda Seyfriend e Brandon Sklenar. Dicevamo di Sydney, l’interprete principaledi questo thriller è un “giallaccio” con spunti intimisti e, quindi, da riservare a chi entra in sala e se lo gode fino in fondo. Anticipiamo solo la prima parte: la Sweeney è Millie, una donna che fugge dal suo passato e trova lavoro come domestica per la ricca e apparentemente perfetta famiglia Winchester. Ovviamente così non è, l’imponderabile è dietro l’angolo. Presto Millie scopre che dietro la facciata del perbenismo si nascondono segreti oscuri, inganni e una tensione crescente, soprattutto tra la padrona di casa, Nina, e il marito, Andrew, mentre Millie stessa è oggetto di attenzioni ambigue, il tutto in un'atmosfera di pericolo e manipolazione che sfocerà nel thriller. Stop, il resto è tutto da gustarselo al cinema. La bella Sydney, nata a Spokane, nella contea di Washington, come detto ha una storia cinematografica che la vede in prima fila sin da giovane quando è scelta da Tarantino per le prime pose che la rendono una delle ventenni più concupite: in C’era una volta... Hollywood è Dianne Snake Lake, membro della famigerata famiglia Manson. Un ruolo piccolo ma che le fa ottenere il pass per la celebrità: veste i panni di Cassie Howard nella fortunatissima serie televisiva Euphoria, la seconda più vista di tutti i tempi nell’emittente HBO.
Fra il 2022 e il 2024 gira poi tre film all’anno e diventa un volto sempre più interessante, impegnato solo nella settima arte e non in dichiarazioni pseudo-politiche. Gli studios le fanno la corte ed è la co-protagonista, insieme a Julianne Moore, di Echo valley uscito a metà 2025. Negli stessi mesi è la fidanzata di Ben Foster ne film ambientato nel mondo del pugilato dal titolo Christie. Sydney conquista anche il mondo della moda e della pubblicità: diventa testimonial per marchi celeberrimi: Giorgio Armani, Guess, Kerastase e Samsung. Ford la vuole a tutti i costi per la realizzazione di una serie speciale che porta il nome Sydney della Mustang 7, una delle supercar più iconiche della casa automobilistica di Detroit. Va male soltanto una cosa, alla bella Sweeney: il fidanzamento con l’uomo d’affari Jonathan Davino e il matrimonio, che era stato programmato e sarebbe dovuto svolgersi a inizio 2026, viene annullato. Nessuna paura, domani è un altro giorno per Sydney. Basta guardarla.




