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Senaldi zittisce Gad Lerner: "Perché vince la Meloni"

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"Voglio dire a certa sinistra che Giorgia Meloni non ha vinto per il populismo, ha vinto perché ha un progetto credibile che gli altri non hanno. Forse meglio pagare qualcosa in più la benzina ma avere le bollette molto più basse". Pietro Senaldi, condirettore di Libero, zittisce Gad Lerner e certi progressisti da salotto sempre abilissimi nell'attacare la premier e la destra ma incapaci di inquadrare la realtà in cui vivono gli italiani. 

A Cartabianca, su Rai 3, l'ex penna di Repubblica oggi al Fatto quotidiano, con fare da professore, sale in cattedra e boccia la leader di Fratelli d'Italia: "Un partito cresce impetuosamente all’opposizione sull’onda del populismo, con boutade come quella dell’abolizione delle accise - accusa Lerner -, poi i toni cambiano insieme alle promesse spettacolari. Così funziona in Italia". 

Oltre a Senaldi, a riportarlo sulla terra ci pensa Daniela Santanchè, esponente di Fratelli d'Italia e ministra del Turismo: "Il taglio delle accise costa un miliardo al mese. Per prorogarlo, avremmo dovuto togliere tutti quei soldi a chi ne ha bisogno. Non avremmo potuto aumentare l’assegno unico per le famiglie, il credito d’imposta per le imprese, le pensioni". Perché, come ricordato anche dal meloniano Giovanni Donzelli, qualche ora prima, "la coperta è quella che è, corta. E se Draghi ci avesse lasciato abbastanza soldi, quel miliardo l'avremmo speso".

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