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PiazzaPulita, Bandecchi: "Se lo faccio io, la spezzo". Pugni sulla scrivania, clamoroso da Formigli

Claudio Brigliadori
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Il fisico da boxeur ce l’ha, la cazzimma pure. Stefano Bandecchi, sindaco superstar di Terni, è a oggi uno dei politici più gettonati dei talk show politici, perché sarebbe capace di fare a cazzotti (dialettici, s’intende) anche con il più soporifero e pacifico degli avversari. A Piazzapulita quel furbacchione di Formigli gli piazza di fianco, a pochissimi centimetri di distanza, il povero Nicola Fratoianni.

Inizia il match e si rischia subito un massacro sull’evasione fiscale e la fuga di cervelli all’estero. Bandecchi non ci sta sfodera un jab da ko: «Ci sono mega-professori che dicono che in Italia escono cervelli e tornano cog**i». «Poco rispettoso», protesta Fratoianni ma l’arbitro non interviene. «Questa è tutta retorica, come i 200 miliardi di evasione fiscale», martella l’esponente di Alternativa popolare. Colpo sotto la cintura: «Lo sa che un lavoratore guadagna sette milioni in tre vite? Non mi stupisce che non lo sa», azzarda Fratoianni. «Mi meraviglio che lei capisca...», lo rintuzza Bandecchi. Sbam.

 

Sul ring a questo punto sale il professor Raffaello Lupi, peso piuma con una grinta degna di Roberto Duràn. «Noi abbiamo avuto il più grande contribuente italiano che era anche il più grande evasore», tuona. Non lo cita, ma il riferimento è chiaro: Berlusconi. «E chi era? trasecola Bandecchi - No no no mi oppongo, state parlando di uno morto che non si può difendere. Per 5 milioni... roba fasulla...». «Allora - si scalda Lupi -, io volevo dire che l’evasione dei grossi...». E mentre il sindaco mugugna, il prof. sbatte le mani sul bancone. «Se lo faccio io, lo spezzo», è il laconico commento di Bandecchi, per nulla impressionato: «Ma come si fa a dire queste caz*e, ha fatto lavorare 20mila persone. Ma non diciamo minch***te». Mani (e lingua) di pietra.

 

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