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In Onda, doccia gelata per Elly Schlein: "Come può sprecare tutto"

di Claudio Brigliadorimercoledì 14 gennaio 2026
In Onda, doccia gelata per Elly Schlein: "Come può sprecare tutto"

2' di lettura

Difficile capire se quella di Paolo Mieli sia un avvertimento al centrosinistra o una profezia sulle opposizioni. Secondo lo storico, editorialista ed ex direttore del Corriere della Sera, ospite di Luca Telese e Marianna Aprile su La7, il campo largo non deve fare «quella sceneggiata che si chiama Joe Biden-Kamala Harris, cioè che c’è un candidato che non si sa se è lui o non è lui, e viene cambiato all'ultimo momento».

Le prossime elezioni politiche, salvo terremoti imprevisti e imprevedibili, arriveranno nel 2027 ma soprattutto dalle parti del Partito democratico i movimenti sotterranei sono già iniziati. Il rischio, suggerisce Mieli, è che Elly Schlein e Giuseppe Conte sprechino «quella contendibilità che ho intravisto nel nervosismo di Giorgia Meloni» nella conferenza di fine anno.

Seduta a pochi metri dal direttore c’ proprio la segretaria dem, che sembra stizzita: «Non abbiamo bisogno che ce lo dica Giorgia Meloni», sottolinea, perché la partita «è già aperta. Quello che ci dice il suo intervento è che sta finalmente riconoscendo che la tanto sbandierata stabilità di questo governo è data semplicemente dal fatto che alle scorse elezioni politiche il nostro campo si è presentato diviso, sbagliando».

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«Oggi - assicura la segretaria dem - abbiamo finalmente, con fatica, messo insieme le nostre differenze e riunito una coalizione. Sono molto d'accordo, non dobbiamo sprecare questa contendibilità, ma non partiamo da zero. Quando io sono stata eletta segretaria non c'era più dialogo tra le forze del campo progressista, il Pd era il minimo storico nei sondaggi al 14%, oggi siamo al 24%, abbiamo una coalizione e non solo. In questi due anni si è votato in 13 regioni, le uniche due che si sono spostate sono l’Umbria e la Sardegna dove abbiamo vinto noi». «La voglio rassicurare sul fatto che sceglieremo insieme la modalità» di selezione di un candidato premier, spiega Schlein rivolgendosi direttamente a Mieli: «O si fa l’accordo come la destra o facciamo delle primarie di coalizione». 

In caso di elezioni anticipate, «ci faremo trovare pronti. Dobbiamo lavorare insieme per un progetto che coinvolga la nostra gente», conclude Elly. Ignorando il fatto che qualcuno, nel suo stesso partito, vorrebbe però escludere lei.

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