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D'Amato, la spia-gastronomo della Prima Repubblica

di Daniele Priorimartedì 24 febbraio 2026
D'Amato, la spia-gastronomo della Prima Repubblica

2' di lettura

L’uomo che sapeva tutto ha il volto oscuro ma anche più... saporito della Prima Repubblica. Andrà in onda stasera alle 22 su Sky Crime (e in streaming su Now) il documentario che indaga sulle segrete stanze del Viminale e sul profilo dell’uomo che per decenni ne ha tenuto le redini. Si tratta di Federico Umberto D’Amato, capo dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero degli Interni. Burocrate grigio? Macché. D’Amato è stato l’architetto silenzioso della Prima Repubblica, l’uomo dei dossier, delle informative, delle carte che non dovevano circolare. 

Ciò che rende tutto più curioso - e il documentario più succulento - è il fatto che, mentre l’Italia era attraversata da stragi, terrorismo e trame nere, lui era lì alla sua scrivania. Tra telefonate sottili, sussurri, grida e... ricette gourmet che D’Amato pubblicava sulla Guida dei Ristoranti d’Italia de L’Espresso da lui stesso ideata. Alta sorveglianza e alta cucina. Dossier riservati e cene elegantissime. Un doppio registro che oggi suona quasi surreale, ma che racconta meglio di mille analisi il carattere di un’epoca. Il documentario ricostruisce cinquant’anni di storia repubblicana con archivi inediti e testimonianze esclusive. Ne esce il ritratto di un uomo ambiguo, sfuggente, capace di trasformare l’informazione in potere assoluto.

Un potere esercitato nell’ombra, dove i silenzi pesano più delle parole ma le parole, senza alcuno scandalo, possono al tempo stesso anche profumare di sugo. È per questo e altri motivi che L’uomo che sapeva tutto non è solo la biografia di un funzionario potente ma lo specchio di un’Italia opaca e al tempo stesso fantasiosa, dove il confine tra sicurezza e controllo si faceva sottile, e dove chi deteneva le informazioni decideva i destini politici ma viveva al tempo stesso la sua esistenza quotidiana in una relativa normalità.

Un viaggio affascinante e inquietante insieme, che riapre domande mai del tutto chiuse. Perché certe ombre, nel nostro Paese, non sono mai scomparse davvero. Nemmeno nascoste dai soliti, e così italiani, spaghetti e mandolino.