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Elena Testi aggredita e costretta a indossare velo e gonna: paura per l'inviata di La7

mercoledì 7 ottobre 2026
Elena Testi aggredita e costretta a indossare velo e gonna: paura per l'inviata di La7

1' di lettura

Attimi di paura per Elena Testi, inviata di La7. A raccontare l'accaduto è la stessa giornalista in collegamento con Tagadà da Gerusalemme. "Sono donna e per quanto io sia coperta, non è abbastanza per loro. Mi hanno iniziato a insultare, mi hanno tirato oggetti addosso. Uno mi ha colpito all'orecchio", ha spiegato prima di mostrarsi, poi, con il capo coperto e con indosso una gonna. Ha raccontato di essersi trovata in difficoltà quando, mentre si trovava in strada, è intervenuta la polizia israeliana, la cui presenza non è gradita nel quartiere dove una parte di abitanti non riconosce lo Stato di Israele.

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"Hanno iniziato a lanciare vetri alla polizia, e hanno aggredito anche noi perché non eravamo vestiti in maniera decente", ha spiegato. L'inviata e la troupe sono stati aggrediti per motivi legati all'abbigliamento: "Mi continuavano a dire che ero una donna di facili costumi", ha aggiunto. 

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La zonna dalla quale Testi era collegata è "Mea Shearim, quartiere ultraortodosso e super religioso. In questo quartiere la polizia israeliana non la vogliono vedere, non riconoscono lo stato d’Israele. Una componente minoritaria è a favore dello stato palestinese". E ancora, anche durante il videocollegamento: "Sta tornandola polizia e si sentono spari da altre parti, lanciano anche dei lacrimogeni".

Qui il video di Elena Testi in collegamento con Tagadà

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