Si comincia discutendo delle manifestazioni studentesche e si finisce con la cocaina attribuita al «politico vostro». Sandra Amurri, a Realpolitik su Rete 4, imbocca una scorciatoia piuttosto frequentata da certa sinistra: qualsiasi sia la domanda, la risposta deve portare alla destra. Se il percorso richiede qualche salto privo di logica, pazienza. L’importante è accusare il governo.
Nel programma condotto da Tommaso Labate, il confronto con Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia, riguarda gli episodi di violenza dei giovani. La compagna Amurri propone una spiegazione: «La violenza è data da un clima che i giovani respirano, che non credono più a nulla». E perché non crederebbero più a nulla? Per gli esempi della politica, aggiunge, «e purtroppo sì da questa politica che governa». Il verdetto arriva prima dell’analisi. Tutto confluisce nel “clima”, quel comodo contenitore nel quale si può infilare qualsiasi comportamento e dal quale, con una certa regolarità, esce un solo responsabile: l’avversario politico.
Poi la giornalista alza ulteriormente il tiro: «È inutile dire a un ragazzo di non fare uso di cocaina se poi vive in un contesto dove il politico vostro sniffa cocaina, e me ne assumo tutta la responsabilità».
Eccolo, il passaggio nel quale l’argomentazione deraglia. Non viene indicato un nome, non viene precisato un episodio, non viene esibito un riscontro. C’è un’accusa grave. Il destinatario è Filini, parlamentare del partito della premier, il bersaglio diventa un’appartenenza politica. «Me ne assumo tutta la responsabilità».
Una dichiarazione che dovrebbe dare solennità all’infelice uscita. Ma assumersi la responsabilità di un’affermazione non equivale a dimostrarla. Altrimenti il giornalismo d’inchiesta potrebbe fare a meno dei documenti: basterebbe un ospite che alza la voce e un microfono acceso. Il parlamentare di FdI: «Ma di cosa parliamo? Ma si vergogni, è un livello veramente troppo basso, siamo proprio terra -terra così». E ribatte accusando i leader della sinistra di non condannare le scene di violenza. Amurri, però, raccoglie solo l’espressione “terra -terra” e replica: «Ma fare uso di cocaina è terra -terra? Per lei, per me no».
La risposta manca il punto con notevole precisione. Filini contesta il livello dell’accusa. L’obiezione viene sostituita con un’altra, più facile da respingere. Il pregiudizio sta qui. Un presunto comportamento individuale viene evocato per screditare un intero campo politico e spiegare, attraverso un nesso non dimostrato, la condotta dei giovani. Che sono protagonisti e consapevoli quando contestano il governo; quando invece commettono violenze, diventano il prodotto del clima creato dal governo.




