L’economia fatica, cosa che certo non aiuta a fare crescere i salari e a spingere l’occupazione. Bisogna fare di più e per dare una mano il segretario della Cgil Maurizio Landini ha deciso di proclamare una bella giornata di sciopero generale contro la manovra finanziaria (sarà il 20 novembre) che farà perdere alla nostra economia - così valutano gli esperti -un altro 0,5 di Pil e andrà a rimpolpare, a proposito di sprechi, i circa cinque miliardi bruciati ogni anno sull’altare delle agitazioni sindacali.
Sciopero generale? A me pare più una idiozia generale: danni a parte, mancano sia il movente che il colpevole. Il movente perché a oggi non si conoscono i termini della manovra che è ancora in gestazione; il colpevole perché le difficoltà che l’Italia, esattamente come tutti i Paesi occidentali, sta attraversando (caro carburante, caro energia, inflazione in crescita) non dipendono minimamente da scelte politiche o economiche del governo bensì da fattori internazionali rispetto ai quali non possiamo fare nulla.
La verità è che Landini vuole intestarsi l’apertura della campagna elettorale e stringere il Campo largo nella sua di metà campo, quella della sinistra radicale in perenne ricerca dello scontro, se il caso anche fisico. Già, da qui in avanti scordiamoci il dialogo, sarà impossibile confrontarsi su basi di verità.
La sinistra ha scelto la piazza e intende incendiarla come accaduto ieri a Milano e a Bologna. È la mossa della disperazione sulla pelle di studenti e lavoratori a cui queste strategie violente interessano men che meno.




