Roma, 26 apr. (Adnkronos) - "L'avvicendamento al vertice del festival di Roma e' una brutta storia: iniziata male, continua anche peggio. A Renata Polverini non e' bastato imporre il direttore artistico di suo gradimento. Ora vorrebbe interferire anche sul progetto: secondo la governatrice e il Sindaco Alemanno, gli Statuti non contano, i Consigli di Amministrazione devono essere svuotati di ogni potere, a decidere devono essere solo i politici, come ai tempi del Minculpop". Lo dichiara in una nota Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile nazionale cultura di Italia dei Valori. "Adesso, a pochi mesi dalla data prevista, siamo veramente al paradosso" dichiara Rodano. "Non sarebbe stato meglio che il Consiglio di Amministrazione chiedesse, a chi voleva candidarsi a direttore, il progetto artistico con cui avanzava la propria designazione? Noi avevamo allora tentato di consigliarlo, tentato di proporre un'innovazione e cioe' nominare sulla base di avvisi pubblici, progetti trasparenti e costi valutabili. Visto che si parla tanto di riforma della politica, forse si potrebbe cominciare anche da qui. Ma ha prevalso la voglia di occupazione da parte della Polverini. Risultato, siamo ormai al ridicolo: abbiamo l'auditorium, ma si vuole un tendone e si vuole anche ridurre il peso delle rassegne piu' innovative del festival di Roma, quella Extra e Alice nella citta'. E tanti saluti anche al mercato. Peccato". "Sono spiacente di rivelare a Polverini e Alemanno una 'scomoda verita": il festival del cinema non e' una loro proprieta', e' dei cittadini" aggiunge Rodano. "Aver vinto le elezioni non li autorizza a violare i limiti e le forme attraverso cui gli enti locali sostengono la cultura. E stiano certi che continueremo a vigilare anche sui motivi di tanta ingerenza, che potrebbero essere non solo ideologici, ma anche molto 'terreni"', conclude l'esponente dell'Idv.




