(Adnkronos) - Incontri, dibattiti, interviste, percorsi espositivi, presentazioni di novità editoriali e proiezioni, saranno gli elementi fondamentali del premio Luchetta, istituito nel ricordo della troupe Rai composta dai giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D'Angelo, assassinata a Mostar nel gennaio '94 e dell'operatore Miran Hrovatin ucciso pochi mesi dopo a Mogadiscio con la giornalista Ilaria Alpi. Il premio Luchetta scandisce due ulteriori anniversari: quello dei sessant'anni dalla Fondazione della Rai, dei cinquant'anni dall'insediamento della sede Rai Friuli Venezia Giulia. Tra le novità in programma, il direttore di Rai1, Giancarlo Leone, ha annunciato che Rai1 intende valorizzare i lavori pervenuti alla Giuria del Premio e sin dall'edizione in corso lavorerà alla produzione di un docufilm utilizzando i materiali dei servizi e reportage giornalistici in gara al Premio Luchetta: "Si potrebbe realizzare -ha detto Leone- una sorta di docufilm, da mandare in onda successivamente, in cui presentare il meglio dei prodotti televisivi selezionati. Un film documentario che tocca temi molto importanti, quelli della guerra e dei minori, che andrebbero sempre di più portati in televisione". Il direttore di Rai1 ha poi sottolineato che "la Rai si trova nella condizione di dover giustificare il proprio ruolo di Servizio Pubblico. A me ciò dispiace - ha aggiunto- perché non si rende giustizia alla qualità del lavoro dell'informazione della Rai, e del Tgr in particolare". "La nostra idea -ha ricordato il presidente della Fondazione Luchetta, Daniela Luchetta - inizialmente è stata quella di portare in Italia, a Trieste, il bambino coinvolto nell'incidente che colpì la troupe e che si è salvato proteggendosi proprio sotto i corpi dei Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D'Angelo. Da lì è nato tutto". La Fondazione, ha poi aggiunto, "in questi 20 anni ha ospitato 1360 persone, tra bambini che si trovavano in uno stato di necessità e i loro familiari". Oltre al sostegno dell'infanzia in difficoltà, l'altro obiettivo del premio è stato quello di "valorizzare un giornalismo vero, non gridato, in un certo senso modesto. Un giornalismo, cioé, che non cerca cose eclatanti, che non va a caccia del successo, ma che cerca la verità".


