(Adnkronos) - Dai pacchi numerati ai vestiti indossati in trasmissione, dagli occhiali alle parrucche, ai cappelli, dal costume da Zorro a quello da iettatore, comprese rarità e oggetti a sorpresa che verranno svelati durante l'asta, tutto sarà messo all'asta con una base di partenza minima: "Ci sarà - sottolinea il conduttore - anche un mio ritratto realizzato da un concorrente, di professione tolettatore per cani, che per fare i miei capelli ha utilizzato il pelo tolettato di un bassotto. Mi rendo conto che la cosa potrebbe suscitare un po' di sano raccapriccio, ma garantisco che si tratta di un pezzo unico al mondo. E per fortuna aggiungerei. Dal primo momento che l'ho visto - continua - ho pensato che prima o poi mi sarebbe servito per qualcosa di speciale. E quel momento ora è arrivato". Sempre presente all'appello quando si tratta di cause benefiche, Insinna è da anni una presenza costante al pranzo di Natale organizzato dalla comunità di Sant'Egidio: "è - spiega - un modo semplice per rimettere in circolo tutto l'affetto che ricevo ogni giorno, in maniera tangibile". Un gesto spontaneo "per fare un regalo ai bambini, ma anche a me stesso". E con i bambini Insinna ha stretto un rapporto privilegiato durante la stagione di Affari Tuoi. Lo confermano le migliaia di disegni ricevute in redazione, che lo ritraggono nei modi più buffi. Una quantità impressionante, tanto che qualche sera fa ha dovuto invitare i piccoli telespettatori a non inviarne più perché rischierebbero di andare persi durante la pausa estiva. "Lo spirito di allegria fanciullesca - spiega - ha avuto una parte importantissima durante tutta la stagione di Affari Tuoi. In fondo è il modo in cui vivo. Come è scritto nell'introduzione del Piccolo Principe di Saint Exupery, 'tutti sono stati bambini, pochi hanno la fortuna di ricordarselo', io cerco sempre di difendere l'entusiasmo e la passione in tutto ciò che faccio. E sono convinto che i bambini sentano questa verità, la spontaneità di uno che non fa il furbo e fa finta di fare il bambino, ma in quel momento torna davvero bambino. Non a caso in studio molti mi chiamano Pierino, come quello delle barzellette". (segue)




