(Adnkronos) - La lettura del direttore finlandese Pietari Inkinen, al debutto nella tetralogia, asseconda la regia di Vick. Inkinen riduce l'organico orchestrale previsto da Wagner: le arpe da sette diventano tre, i timpani da otto, quattro, i contrabbassi nella buca del Massimo sono sei contro gli otto previsti dal musicista tedesco, e cosi' via con gli altri strumenti. Il suono, lontano da quello della 'scuola storica' di Furtwangler e Knappertsbusch diventa morbido e suadente. Il maestro tiene il volume sempre piuttosto basso, evitando che la poderosa orchestra wagneriana copra i cantanti, chiamati a sforzi di recitazione un tempo inusuali per gli ingessati interpreti dell'opera lirica. Sala piena ma con qualche posto ancora vuoto, dove spiccava la sobria eleganza delle signore palermitane, molte in abito da sera. Oltre al ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, accompagnato dal direttore generale per lo Spettacolo dal vivo del Mibac, Salvo Nastasi, le autorita' in sala, tutte sedute nel gigantesco palco reale del Massimo, vedevano il sindaco di Palermo e presidente della Fondazione, Leoluca Orlando, l'assessore alla Cultura, Francesco Giambrone, e il commissario straordinario della Fondazione, Fabio Carapezza Guttuso, per l'occasione in smoking. (segue)




