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Teatro: Albertazzi, per me Firenze e' l'adolescenza della vita

domenica 12 maggio 2013
Teatro: Albertazzi, per me Firenze e' l'adolescenza della vita

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Firenze, 7 mag. - (Adnkronos) - "Per me Firenze e' l'adolescenza della vita, il tempo della crescita, la pienezza. Io appartengo alla schiera dei fuggiaschi dalla piu' bella citta' del mondo in giro qua e la', esule e zingaro". Lo ha detto Giorgio Albertazzi presentando oggi "La mia Firenze - I ricordi di un figlio", il suo nuovo recital in scena giovedi' 9 maggio, alle ore 21, al Teatro Verdi. "Il mio cuore sempre ha battuto e batte - ha raccontato il grande attore e regista - tra la Mensola e l'Affrico, i Tatti di Bernard Berenson e Poggio a Caiano, Settignano e Castel di Poggio, un fiorentino del contado, che cavalcava a pelo i ronzini bastardi e indimenticabili del contadino Landi, amico di Vaschino, pugile riccioluto che fu suo maestro dei primi pugni, che gli valsero comunque, come pugile, un titolo da vice-campione dei dilettanti. Fui anche ala destra, con il numero 7 del mitico Hamrin nella squadra intitolata a Menti (altra favolosa ala della grande Fiorentina) nella squadra dei 'primi calci', quando Valcareggi era quasi bambino e la squadra era di Befani presidente". "Oltre a giocare leggevo l'Avventuroso di Nerbini Editore, le gesta di Flash Gordon, Jim della Jungla, Cino e Franco e soprattutto l'uomo mascherato Mandrake, che noi si pronunciava proprio cosi' com'e' scritto, 'mandrache'. Alle medie insieme al compagno di banco Terenzi - ha raccontato ancora Albertazzi nel corso della conferenza stampa in Palazzo Vecchio - facevamo, in doppia copia, tutto a mano, un giornale a fumetti intitolato 'Il coraggio', per farlo leggere ai compagni di classe previo pagamento". (segue)