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Danza: Cannito, Teatro Massimo cancella 'Romeo e Giulietta' senza avvertirmi

domenica 12 maggio 2013
Danza: Cannito, Teatro Massimo cancella 'Romeo e Giulietta' senza avvertirmi

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Roma, 7 mag. - (Adnkronos) - "Addio a 'Romeo e Giulietta' al Teatro Massimo di Palermo. Cancellato uno dei baleltti piu' amati dal pubblico. Peccato che nessuno dal Teatro Massimo di Palermo mi ha contattato per dirmelo. Nessuno ha reputato opportuno avvertire il pubblico, la stampa, i critici nazionali ed internazionali". E' quanto scrive in una lettera indirizzata a Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Teatro Massimo e per conoscenza al ministro dei Beni culturali Massimo Bray, il direttore della Compagnia di balletto del Massimo, Luciano Cannito. "Ricordo quando lo scorso ottobre lessi sui giornali alcune sue dichiarazioni sul mio conto fatte in occasione di una conferenza stampa -aggiunge Cannito- Ricordo che rimasi sconcertato sentendomi attaccato con giudizi ed affermazioni assolutamente non vere sul mio operato professionale. Ricordo che il mio sconcerto derivo' soprattutto dall'uso della parola 'legalita", che riguardava la gestione del Teatro Massimo, quasi lasciando intendere che tutto cio' che era accaduto a Palermo, prima della sua elezione, legale non lo fosse e in qualche modo lasciando quindi intendere o contrapponendo anche me ed il mio operato alla legalita"'. "Il mio sconcerto, caro sindaco -scrive ancora Cannito- brucia forte perche' sono stato il primo ed unico direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo che ha introdotto la trasparenza e la totale legalita' nel rispetto delle regole del contratto nazionale dei lavoratori dello spettacolo, che ha istituito per la prima volta audizioni pubbliche e anonime, le prime vere graduatorie che hanno permesso a molti giovani artisti danzatori di acquisire nel tempo dei diritti di anzianita', creando quindi le condizioni per cui quei ragazzi precari da anni che le chiesero una mano durante la sua campagna elettorale, poterono chiedergliela perche' ne avevano la legale legittimazione". (segue)