Roma, 9 nov. (Adnkronos) - "L'intervento pubblico sul settore del cinema non deve essere più solo dativo, ma interattivo". Lo ha affermato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray, nel corso del suo intervento alla Conferenza Nazionale del Cinema che si è svolta oggi all'Auditorium Parco della Musica, nella prima giornata del Festival Internazionale del Film di Roma. Bray ha chiarito che l'intervento pubblico di cui ha parlato riguarda le "politiche, che non devono più essere calate dall'alto, senza ascoltare le esigenze di chi fa il cinema". "Credo che il metodo di lavoro che abbiamo attivato con la Conferenza, sia il migliore per difendere il cinema italiano. Vorrei che si potesse ripetere con cadenza regolare, anzi, che diventasse un metodo permanente di lavoro", ha aggiunto il ministro, sottolineando che il settore "deve essere messo nelle condizioni di lavorare bene" e che "si deve tornare a parlare di audiovisivo e cinema come di industria culturale capace di generare ricchezza. Il cinema mondiale -ha ribadito- deve tornare a guardare all'Italia per creatività e originalità, ma anche per la sua capacità di raccontare, come è avvenuto in passato, attraverso il cinema la memoria condivisa del Paese". Bray ha inoltre affermato di avere apprezzato "la quasi totalità delle proposte che sono venute fuori nel corso della Conferenza", e ha evidenziato la "necessità di nuove strategie per la distribuzione e la diffusione del prodotto. Solo il 10% della produzione mondiale -ha spiegato- riesce a raggiungere i suoi consumatori". Quanto alla crisi della sale, il ministro ha concluso dicendo che "può essere superata con la sinergia delle sale virtuali".




